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Papa Francesco in Toscana: oggi a Prato e Firenze

papafrancescoa firenze

Firenze – Papa Francesco è arrivato in Toscana per la sua attesa visita a Firenze e Prato.

L’undicesimo viaggio in Italia di papa Francesco coincide con il quinto appuntamento nazionale della Chiesa italiana, e si allarga a Prato, per un incontro con il mondo del lavoro in una realtà multietnica e di immigrazione.

L’elicottero del pontefice è atterrato alle prime luci dell’alba a Prato allo stadio Lungobisenzio. Bergoglio è stato accolto dal vescovo Franco Agostinelli, dal sindaco Matteo Biffoni e dal prefetto Maria Laura Simonetti.

Le prime parole del Pontefice dal pulpito di Piazza Duomo a Prato sono state per ricordare la strage di due anni fa al Macrolotto.

“La sacralità di ogni essere umano- ha detto il Papa a Prato – richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno; mi permetto qui di ricordare i 5 uomini e due donne di cittadinanza cinese morti due anni fa a causa di un incendio nella zona industriale di Prato, vivevano e dormivano all’interno dello stesso capannone in cui lavoravano, in una zona era stato ricavato un piccolo dormitorio di cartone e cartongesso, è una tragedia dello sfruttamento e delle condizioni disumane di vita e questo non è lavoro degno”.

“La vita di ogni comunità esige che si combattano fino in fondo il cancro della corruzione e il veleno dell’illegalità. Dentro di noi e insieme agli altri, non stanchiamoci mai di lottare per la verità!”, ha detto ancora il Papa, “La sacralità di ogni essere umano – ha anche detto – richiede per ognuno rispetto, accoglienza e un lavoro degno”.

folla in attesa del papa

Subito dopo il suo elicottero decollato verso Firenze.

La papamobile si è fermata a fianco del Battistero accolta dal suono delle “chiarine” di Palazzo Vecchio. “No a una chiesa ossessionata dal potere” è stato il forte richiamo del Pontefice nel suo discorso in cattedrale. “L’ossessione di preservare la propria gloria, la propria “dignità”, la propria influenza non deve far parte dei nostri sentimenti”. “Dobbiamo perseguire la gloria di Dio, e questa – spiega il Pontefice – non coincide con la nostra”.

Nel discorso del papa sono stati citati anche Don Camillo e Peppone i due protagonisti della saga di Guareschi.

La Chiesa italiana – ha detto Papa Bergoglio – ha grandi santi il cui esempio possono aiutarla a vivere la fede con umiltà, disinteresse e letizia, da Francesco d’Assisi a Fillipo Neri. Ma pensiamo anche – ha aggiunto – alla semplicità di personaggi inventati come don Camillo che fa coppia con Peppone. Mi colpisce come nelle storie di Guareschi la preghiera di un buon parroco si unisca alla evidente vicinanza con la gente. Di sé don Camillo diceva: “Sono un povero prete di campagna che conosce i suoi parrocchiani uno per uno, li ama, che ne sa i dolori e le gioie, che soffre e sa ridere con loro”. Vicinanza alla gente e preghiera sono la chiave per vivere un umanesimo cristiano popolare, umile, generoso, lieto”.

papa a firenze

Forte l’appello ai giovani: “Faccio appello soprattutto a voi, giovani”, ha detto il Papa, “superate l’apatia. Che nessuno disprezzi la vostra giovinezza”, “vi chiedo di essere costruttori dell’Italia, di mettervi al lavoro per una Italia migliore. Non guardate dal balcone la vita, ma impegnatevi, immergetevi nell’ampio dialogo sociale e politico”.

Dopo il pranzo con i poveri nella mensa della Caritas, senza nessuna concessione speciale con un menù uguale a quello che viene servito tutti i giorni, Papa Bergoglio si è diretto allo stadio Franchi per la Messa.

60mila persone hanno affollato lo stadio Artemio Franchi per la messa celebrata da papa Francesco. Altre 5000 lo hanno seguito dal vicino stadio di atletica leggera Ridolfi, dove è stato collocato un megaschermo.

 

 

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Posted by on 10 Novembre 2015. Filed under Cronaca,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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