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Firenze Rocks: gli Aerosmith riportano la grande musica al Parco delle Cascine

visarno arena

“I’che l’è tutta questa confusione?” “E vanno tutti alle Cascine. Vedessi, anche l’altro giorno, c’erano un sacco di persone a sentire musica, molto bello”. I due anziani guardano le persone sfilare davanti a loro sulla passeggiata del lungarno, a pochi metri dalla passerella dell’Isolotto, mentre in lontananza risuonano le prime noti dei Placebo.

Benvenuti a Firenze, che questa estate è finalmente tornata ad essere al centro dei grandi concerti internazionali con il Parco delle Cascine! Dopo i Radiohead, infatti, che qui hanno aperto la stagione la scorsa settimana, tocca ora alle tre giornate del Firenze Rocks, il primo dei tre festival musicali fiorentini dell’estate 2017.

pubblico alla visarno arena

Fin dal primo pomeriggio sul palco della Visarno Arena si sono alternati gruppi musicali: Jack Luckman, Deaf Havana e poi Placebo, in attesa degli headliner della prima giornata, gli Aerosmith!

Nonostante il caldo afoso e la pesante umidità di una anomala giornata di giugno, i fans più accaniti sono arrivati già a fine mattinata per poter essere tra i primi ad entrare e guadagnarsi così la transenna; ma la gran parte del pubblico inizia ad arrivare adesso.

placebo sul palco

Mentre i Placebo sul palco alternano i loro pezzi più famosi come Jesus’ Son, Song to say goodbye fino a Special Needs, festeggiando così i 20 anni dall’uscita del loro primo album, la Visarno Arena si riempie piano piano.

Giovani, anziani, famiglie, bambini, anche in carrozzina: il popolo del rock è vario e multiforme a dimostrazione che non è mai una questione di età ma, casomai, di stile di vita.

generazioni rock

C’è un clima di grande festa e l’organizzazione è perfetta. Anche il problema tokens, che si era verificato al concerto dei Radiohead, oggi è stato risolto: le bottigliette d’acqua, possono essere acquistate nei punti arancioni senza bisogno di cambiare il denaro.

firenze rocks

Alle 21.15 si accendono le luci del palco e inizia così la tappa fiorentina dell’Aero-Vederci tour: sulle note di “O Fortuna” dei Carmina Burana, i monitor proiettano un infinito carosello di foto e immagini che ripercorrono l’immensa carriera degli Aerosmith.

overture concerto aerosmith

Poi Steven Tyler e la sua band salgono sul palco e salutando con un “benvenuti” in italiano, attaccano le note di “Let the music do the talking“: inizia un viaggio musicale di un’ora e mezza tra le canzoni più famose della band.

Da Rag Doll a Nine Lives, da Livin’ on the edge a Sweet Emotion, da Love in Elevator a I don’t want to miss a thing, nessuno sul palco si risparmia, a conferma che davvero l’età anagrafica nulla può se si ha l’animo rock, soprattutto hard&heavy.

steven tyler

Se Steven Tyler, con i pantaloni di pelle e il completo zebrato, è il mattatore, Joe “fucking” Perry, chitarra solista (e voce nella cover di Stop Messing Around dei Fleetwood Mac), Brad Whitford, alla ritmica, Tom Hamilton al basso e Joey Kramer alla batteria non sono da meno e danno vita ad un grandissimo spettacolo che culmina nel pezzo strumentale “Oh Well”, dove anche Tyler si unisce con l’armonica.

Gli Aerosmith si divertono e così fanno i 45.000 fans accorsi per vederli da tutta Italia (e non solo), che partecipano, rispondono e inneggiano a “Steven, Steven”; lui, però, risponde in italiano “Sono Stefano Tallarico, stasera sono italiano”.

Oltre ai Fleetwood Mac, nella scaletta non è mancato un omaggio ai The Beatles con Come Together, per chiudere con il bis, che ha fatto risuonare due tra i più grandi successi degli Aerosmith: Dream On e, a chiudere, Walk This Way, la canzone forse più nota, quella che, negli anni 80, portò gli Aerosmith nuovamente alla ribalta grazie alla versione con i RUN DMC.

Nei saluti finali c’è tempo anche per un “happy birthday” al batterista Joey che in questi giorni ha compiuto gli anni; poi via, direzione Verona, per la prossima tappa dell’Aero-vederci tour.

E mentre i fans defluiscono tranquillamente con nelle orecchie ancora i suoni del concerto, il pensiero è uno solo: l’augurio che questo sia stato solo un “arrivederci” e non un “addio”.

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Posted by on 24 giugno 2017. Filed under Eventi,In primo piano,Musica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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