Firenze – Il viaggio low cost rappresenta uno dei settori più forti del turismo online da sempre, complice anche la crisi degli ultimi anni, e non poteva mancare nel secondo giorno della Bto2010 un pannel dedicato a questo argomento: è stata presentata infatti la ricerca di Web Travel Marketing, gruppo di blogger che ha analizzato il settore del low cost mettendo in evidenza un nuovo modi di fare viaggio no-cost ovvero a prezzi zero o comunque più bassi della media.
La ricerca ha analizzato cinque siti che si occupano di scambio di servizi legati in particolare alla ricerca di alloggi o di mezzi di trasporto per viaggiare, come couchsurfing, airbnb e roadsharing, dimostrando la crescita di interesse per queste realtà da parte degli utenti e il cambiamento di mentalità in un certo modo di viaggiare.
Secondo Arturo Salerno, che ha presentato i dati, è da considerarsi eccezionale il caso di airbnb, sito nato nel 2010, che permette a privati di mettere in affitto stanze o appartamenti a prezzi stracciati: il sito ha raggiunto 183.000 utenti in pochi mesi di vita e la città che ha più contatti è New York.
“Si tratta di prendere atto di un cambiamento di valori nel modo di viaggiare legato non solo a ragioni economiche – ha spiegato Salerno – abbiamo scoperto infatti che c’è un mondo virtuale fatto di persone reali, che vogliono essere protagonisti attivi e parte di una comunità da scoprire; c’è una forte empatia e una voglia di aiutare gli altri, ripagato dalla soddisfazione di vivere esperienze dirette nei luoghi che si decide di visitare. Questi siti consentono di farlo mettendo in atto anche nuovi modelli di busness online”.
Secondo Salerno esiste la voglia di scoprire e far scoprire territori al di fuori dei canali convenzionali: il viaggiatore che sceglie questo modo di spostarsi è interessato a vivere il territorio come un locale e al suo ritorno racconterà l’esperienza avuta alla sua comunità online. E’ un tipo di rapporto basato sulla fiducia tra utenti, che non si conoscono direttamente ma che condividono modelli di pensiero simili.
Il web come nuovo mondo basato sulla fiducia e sulla condivisione dunque dove c’è sempre meno spazio per gli operatori tradizionali? Non proprio, secondo Giovanna Manzi, Ceo di Best Western Italia: “Scambiarsi una stanza o una casa va bene, fin quando si resta nei limiti della legalità e non si fa nero: è un modo di fare turismo che è sempre esistito e si basa sulla
riduzione dei servizi e quindi su costi minori – ha spiegato la Manzi – Quello che gli operatori tradizionali devono fare è prenderne atto e specializzarsi in nuovi servizi attenti alle esigenze del turista: il viaggio no-cost infatti va bene per una certa fascia di età ma non per tutti”.
Qui di seguito l’intervista ad Arturo Salerno:
Questa l’intervista a Giovanna Manzi:
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