
“Ciao, io sono Akemi Takada”.
Nella sala stampa del Press Café, alla Camera di Commercio di Lucca, la Sensei Akemi Takada si è presentata ieri ai giornalisti con una frase in perfetto italiano.
Illustratrice e character designer tra le più famose in Giappone, la Takada è tornata a Lucca Comics and Games dopo 16 anni per essere la madrina del Japan Town nell’edizione 2025 e inaugurare la mostra a lei dedicata che rimarrà visitabile gratuitamente per tutta la fiera.
Questa signora minuta, vestita di nero e con i guanti di pizzo, tra gli anni ’80 e ’90 ha disegnato i personaggi di opere iconiche come Urusei Yatsura (Lamù), Mahō no tenshi Kurīmī Mami (L’incantevole Creamy), Kimagure Orange Road (E’ quasi Magia Johnny) e Kidō keisatsu Patoreiba (Patlabor). Negli anni non ha mai smesso di produrre libri e illustrazioni legate a queste opere, partecipando ad eventi, come fiere e mostre, e non cambiando mai il proprio stile.

“Disegno ancora in maniera tradizionale a matita e ne vado fiera – ha spiegato durante il botta e risposta in conferenza stampa – Ho provato a disegnare anche in maniera digitale ma è meglio lasciarlo fare ai ragazzi più giovani”.
La Sensei ha spiegato come creava i personaggi. “Lavorare su personaggi di opere non mie è sempre stato complicato. Immaginavo il personaggio, osservavo l’opera originale e la ritraevo mettendoci il mio stile”. E per i ritmi di lavoro estenuanti delle produzioni? “Se non si dorme non si riesce a lavorare. Quando ho iniziato a lavorare io ci sono stati periodi nei quali ho dovuto produrre anche su 2 serie in contemporanea e lavoravo a matita. E’ stato duro ma ero giovane e sono riuscita a fare tutto”
A proposito invece della moda dei reboot, la Takada ha preferito non rispondere sul remake di Uresei Yatsura ma ha comunque dichiarato che “i reboot fanno parte del tempo e servono per attualizzare serie realizzate negli anni 80 in contesti e con metodi diversi, e che non possono quindi essere riprodotte oggi”.

Ad avere ispirato il suo stile non ci sarebbe stato alcun autore in particolare se non forse l’illustratore giapponese Makoto Takahashi, al quale guardava quando disegnava da bambina.
Tra le tante produzioni alle quali ha dato forma, quella che è rimasta nel cuore è sicuramente Creamy, realizzato con lo Studio Pierrot. “In questo caso ho avuto grande libertà nel creare i personaggi e sono felice che dopo 45 anni questa opera sia ancora cosi amata e mi consenta di girare in tutto il mondo – ha spiegato la Sensei – Non è una serie attuale ma è stata fondamenta per la cosiddetta saga delle maghette dello Studio Pierrot”.

Proprio in merito alla nuova produzione dello Studio Pierrot Mahō no Shimai Lulutto Lily (Magical Sisters Lulutto Lily), annunciata per la primavera del 2026, la Takada si è detta “contenta del ritorno delle maghette in tv. Se ci sarà occasione mi piacerebbe tornare a fare qualcosa. Lo Studio Pierrot ha trattato Creamy con grande attenzione perchè era una serie che non poteva fallire. Quindi quello che farà sarà comunque buono”.
Uno dei tratti distintivi di Akemi Takada è l’attenzione ai dettagli dei personaggi, a cominciare dagli abiti.
“Ho sempre guardato la moda e fatto ricerche nel periodo della lavorazioni – ha dichiarato – Se per Creamy ho realizzato vestiti che io avrei voluto indossare da ragazzina, per Orange Road mi sono invece documentata su riviste di moda e in particolare mi sono rifatta alla moda californiana. Non a caso il taglio di capelli di Madoka (Sabrina, nella versione italiana) si chiama proprio California Cut. Per Patlabor invece ho dovuto scegliere vestiti con uno stile più maschile.”

Non è potuto mancare infine anche un riferimento al tema della Intelligenza Artificiale. Proprio nelle scorse settimane è arrivata la notizia che il governo giapponese ha chiesto ufficialmente ad OpenAI di astenersi dal violare il copyright di anime e manga.
“Oggi si riesce ancora a capire quando un illustrazione è fatta con IA – ha dichiarato la Takada – ma in futuro potrebbe diventare un problema serie. Per fortuna fino ad ora non ho visto mie illustrazioni copiate da IA”.
La Takada ha concluso l’intervista con un “Grazie mille” in italiano ed ha invitato tutti a visitare la mostra allestita al Japan Town ed inaugurata nel pomeriggio.

E’ stata la stessa Sensei infatti a scegliere le 30 opere esposte, tra le quali una produzione esclusiva per Lucca Comics and Games.
La mostra si compone di 2 sezioni: la prima ospita le opere originali della Takada mentre la seconda è un’esposizione di acetati originali e di gadget legati alle serie di Creamy, Orange Road e Patlabor.
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