Firenze – C’è chi ha brevettato un sapone ecologioco biodegradabile per pulire le barche e chi invece ha inventato una barca a vela per disabili: sono alcune delle iniziative rese possibili grazie al sistema del microcredito, promosso dalla Regione Toscana.
Si tratta di microprestiti, al massimo di 15.000 euro, concessi a nuove aziende e a quelle con meno di 36 mesi di vita, che non hanno garanzie sufficienti per accedere ai prestiti convenzionali. Il prestito serve per sostenere la fase di start-up, grazie anche ad un servizio di tutoraggio e assistenza. Il progetto denominato Smoat (Sistema microcredito orientato assistito toscano) è stato lanciato da Regione e Fidi Toscana nel 2007 ed ha visto crescere le erogazioni: nel 2007, anno di avvio dell’iniziativa, sono stati erogati 103 prestiti, diventati 477 nel 2008 e 304 nel 2009; nei primi mesi del 2010 sono stati già 76, per un importo complessivo pari a quasi 12 milioni di euro.
Ad oggi quindi sono 960 le aziende che hanno beneficiato dei prestiti: 452 sono imprese straniere mentre i prestiti ad imprese femminili sono stati 265 e quelli ad imprese giovanili 428. I settori di sviluppo delle nuove aziende sono fra i più disparati: dal design ai social networ
k alle nuove invenzioni.
“Queste cifre attestano il successo dell’iniziativa – ha commentato l’assessore regionale alle attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini – Non solo si sono creati nuovi posti di lavoro, ma anche posti di lavoro di qualità, con un importante valore aggiunto costituito dalla forte presenza di stranieri, donne e giovani”.
Significativo anche il successo fra gli imprenditori over 50, che in alcuni casi hanno ripreso in mano antichi mestieri e attività tradizionali, come il sarto o il ciabattino, magari rivisitandoli in chiave moderna.
La Regione è convinta che il microcredito rappresenti uno strumento efficace anche in chiave anticrisi: lo dimostrerebbe la vitalità delle imprese, il cui tasso di sopravvivenza è del 99%. Altrettanto elevato il tasso di solvibilità: il 93% delle somme erogate è stato infatti restituito.
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