Firenze – Un cassone sepolcrale con dentro resti di osse umane. E’ l’ultimo ritrovamento fatto dagli archeologi che stanno lavorando all’interno dell’ex convento di Sant’Orsola per cercare i resti di Lisa Gherardini.
Non è ancora chiaro se le ossa rinvenute siano “in connessione anatomica”, ovvero se si tratti di un unico scheletro oppure appartengono a più sepolture.
Due le ipotesi avanzate dagli esperti: il cassone potrebbe essere un ossario in cui sono stati traslati i resti delle cosiddette “prime sepolture” oppure potrebbe trattarsi di una tomba collettiva che ospitava più sepolture.
Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di ieri quando i membri del Comitato Nazionale per la valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali, insieme ai tecnici
della Provincia di Firenze e agli archeologi della sovrintendenza di Firenze, hanno aperto la cosiddetta seconda cripta, collocata nella parte centrale dell’antica chiesa.
Proprio in quel punto il geo-radar aveva individuato altri vani adibiti alla sepoltura, più grandi rispetto ai primi tre loculi già esplorati nei giorni scorsi, che erano risultati vuoti.
La scoperta è particolarmente importante perché il ritrovamento di resti smentisce l’ipotesi avanzata da alcuni fonti di stampa secondo tutte le sepolture, compresa quella di Lisa Gherardini, sarebbero state gettate in discarica negli anni ’80, dopo la ristrutturazione dell’ex convento.
“Anche se ancora non sappiamo a chi appartengano le ossa che abbiamo ritrovato questo pomeriggio – dice Silvano Vinceti – il ritrovamento dei resti umani avvalora le nostre ipotesi. Perché a questo punto è certo che a Sant’Orsola vi sono ancora delle ossa umane e quindi non può essere escluso che fra questi vi siano anche quelli di Lisa Gherardini che, sappiamo, visse qui l’ultimo periodo della sua vita, accanto alla figlia Marietta che aveva preso i voti con le monache ospitate nel monastero fiorentino”.
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