Firenze – Età media 38 anni, con basso livello di istruzione, per la quasi totalità maschi, per metà da stranieri e per lo più affetti da patologie: è il quadro della popolazione carceraria in Toscana secondo i dati raccolti dall’Agenzia Regionale di Sanità nell’ambito della seconda indagine sulla salute nelle carceri della Toscana che si è tenuta nel corso del 2012.
L’indagine ha raccolto le informazioni socio-demografiche e cliniche di oltre 3.300 detenuti (cioè quasi l’80% dei presenti in Toscana): nonostante la maggior parte dei detenuti siano da considerarsi giovani, oltre il 70% risulta però affetto da almeno una patologia: in particolare si tratta di disturbi psichici, malattie infettive e disturbi dell’apparato digerente.
In particolare le malattie psichiche rappresentano il 41% di tutte le patologie riscontrate, prime per frequenza in tutti e 3 i principali gruppi etnici che compongono la popolazione detenuta (italiani, nord africani, est europei). Fra questi prevalgono i disturbi da dipendenza da sostanze e i disturbi nevrotici e di adattamento.
Ai disturbi di salute mentale seguono per frequenza i disturbi dell’apparato digerente (in particolare del cavo orale) e le malattie infettive e parassitarie; fra queste uno dei problemi maggiori è l’epatite C, che riguarda in misura maggiore i detenuti italiani. Per quanto riguarda l’HIV, solo l’1,2% dei detenuti toscani risulta positivo, dato nettamente inferiore a quello internazionale medio (10%)
Migliore che nel resto d’Italia la situazione per quanto riguarda i tentativi di suicidio ed i gesti di autolesionismo: nel corso dell’ultimo anno nelle carceri toscane solo il 6,1% dei detenuti visitati ha messo in atto un gesto di autolesionismo (in Italia è il 10,6% sul totale dei detenuti), mentre l’1,3% (44 soggetti) ha tentato il suicidio (in Italia la frequenza di tentati suicidi è dell’1,9% sul totale dei detenuti).
Per quanto riguarda invece lo svolgimento di attività lavorative, riguarda il 33,9% degli intervistati e da una prima analisi sembrerebbe che questi detenuti abbiano una salute migliore rispetto agli altri.
L’indagine ha riguardato anche i minori detenuti nelle carceri toscane: si tratta di 78 soggetti, di cui 51 sono maschi. Di questi solo il 29,5% è italiano, compreso per lo più in una fascia 16-17 anni ed oltre il 30% dei ragazzi detenuti presentano una patologia, legata in particolare alla dipendenza da sostanze.
Tutti i dati della ricerca saranno presentati ufficialmente durante il convegno “Lo stato di salute dei detenuti italiani e il loro rischio suicidario”, che si terrà a Firenze, nell’auditorium di Sant’Apollonia, il 17 giugno: durante la giornata saranno messe a confronto anche le esperienze di altre regioni, come l’Emilia Romagna, per promuovere interventi mirati alle reali necessità di questi cittadini
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