Firenze – Si chiama Core Research Laboratory il nuovo Centro di ricerca sui tumori inaugurato all’Ospedale fiorentino di Careggi.
La moderna palazzina è stata progettata dall’architetto Romano Del Nord ed ospiterà le attività cliniche e di ricerca nella cura del cancro.
A realizzarle sarà un pool di cervelli rientrati in Italia dopo una “fuga” all’estero, giovani ricercatori italiani provenienti da New York, Cambridge, Ginevra, Boston, Genova e Napoli e selezionati grazie ad avvisi sulla rivista Nature, ai quali hanno risposto in più di cento da tutto il mondo.
Scelti in base al merito, ai risultati scientifici già ottenuti e alla capacità di guidare un gruppo di ricerca è affidato il compito di coordinare le sei unità in cui è articolato il CRL.
Si tratta dell’unità di Genetica, che ha pubblicato studi sulle basi molecolari del cancro della prostata e segnato progressi nel misurare variazioni individuali nelle mutazioni somatiche.
L’Unità Oncogenesi invece sta esplorando nuovi meccanismi che generano mutazioni che possono portare a tumori.
L’Unità Trasduzione del Segnale ha dimostrato rapporti intimi tra la crescita tumorale e il fenomeno dell’autofagia.
L’Unità Biologia della Cellula Tumorale sta identificando le cellule staminali del melanoma come bersagli di nuove terapie.
L’Unità Oncogenomica ha avviato un’indagine sistematica sul ruolo dei micro RNA, che negli ultimi anni si sono rivelati come un sistema coordinato di regolazione del funzionamento e della riproduzione cellulare, talvolta compromesso in modo critico nei tumori.
Il Centro di Coordinamento Sperimentazione Clinica ha come strategia l’integrazione più stretta possibile tra ricerca di base e ricerca clinica.
L’edificio sarà anche sede di laboratori ed infrastrutture dell’Università, favorendo al massimo la collaborazione e l’integrazione inter istituzionale che utilizzerà il database accessibile a tutto l’Istituto Toscano Tumori sull’andamento dei 150 trials, le sperimentazioni in corso sui pazienti oncologici.
Per la valutazione delle scelte scientifiche e la ratifica dei risultati è stato costituito un comitato internazionale, l’International Scientific Advisory Board (ISAB), che si riunisce almeno una volta l’anno ed è presieduto dal premio Nobel Sydney Brenner.
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