Firenze – Quello che ricorda davvero un Natsu Matsuri originale è il frinire delle cicale, incessante anche al calare della sera, che insieme al caldo-umido, soprattutto se chiudi gli occhi, ti fa sembrare di essere in Giappone: invece siamo nel parco della Limonia di Villa Strozzi, a Firenze, dove il 7 luglio, come ogni anno, si è festeggiato il Tanabata, la festa giapponese per eccellenza dell’Estate.
L’appuntamento è stato organizzato dall’associazione Lailac: Tanabata si festeggia il settimo giorno del settimo mese del calendario lunare (di solito il 7 luglio) quando le stelle Vega e Altair risplendono di più. La leggenda racconta infatti che solo in questo giorno dell’anno la dea Orihime (Vega), può incontrare l’amato Hykoboshi (Altair): un giorno quindi dedicato ai desideri che in Giappone vengono scritti su alcune strisce di carta colorata e appesi nei templi o sui rami degli alberi.
Ma il Tanabata fiorentino è stata soprattutto l’occasione per conoscere un po’ più da vicino la cultura giapponese: grazie infatti ad alcune associazioni, durante il pomeriggio è stato possibile avvicinarsi alle arti marziali, con dimostrazioni di Karate, al Ken Shin Kan, l’arte della spada, e perfino allo Shurikejutsu, l’arte del lancio di dardi di varie forme, tra cui gli shaken, sorta di lame che vengono lanciate con movimento rotatorio della mano.
All’interno della Limonia di Villa Strozzi invece è stata allestita la zona dedicata alle arti manuali, come la realizzazione degli origami, oggetti realizzati con la carta, o i chirimen, piccoli oggetti in tessuto corredati da ciondoli, e l’angolo relax per pratiche di massaggio; al calare della sera invece spazio alle danze tipiche giapponesi eseguite da perfette neo-gheishe vestite in yucata (kimono estivi) che hanno coinvolto il pubblico presente. Immancabile il mercatino di oggetti giapponesi, l’angolo del tè e quello dedicato all’assaggio di piatti giapponesi, come gli yakitori o la soba.
Ma nel giorno del Tanabata il settore più ricercato è stato quello dedicato ai desideri: qui ciascuno ha potuto scrivere il proprio e attaccarlo poi agli alberi del parco.
Quest’anno il desiderio più grande però Lailac ha voluto dedicarlo al progetto “Un fiore a Fukushima“, nato per aiutare i bambini dell’area colpita dallo tsunami dello scorso anno e dalla successiva fuoriuscita di radiazioni dalla centrale nucleare: il ricavato della festa infatti, quasi 3000 euro, sarà devoluto ad un progetto per l’accoglienza temporanea in Italia di alcuni bambini provenienti dalla zona di Fukushima, per offrire loro un’occasione di svago e scambio culturale.I bambini saranno ospitati durante le prossime vacanze di Natale.
Se anche voi volete partecipare alla raccolta fondi trovate a questo link tutti i riferimenti!
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