Livorno – “La vertenza della Lucchini è un simbolo per lo sviluppo della Toscana e dell’Italia intera, sia per il ruolo che la siderurgia riveste nell’economia nazionale sia per il peso specifico dello stabilimento di Piombino. Siamo pronti a chiedere subito un intervento del nuovo governo”: con queste parole l’assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini ha partecipato alla manifestazione promossa da Fiom, Fim e Uilm a Piombino in occasione dello sciopero di 3 ore a sostegno del comparto siderurgico.
Oltre 4000 i lavoratori scesi in piazza per difendere il settore della siderurgia e in particolare l’azienda Lucchini, Magona e Dalmine. Il corteo, al quale hanno partecipato amministratori, sindacalisti e politici, ha attraversato la città, dove molti dei negozianti avevano abbassato le saracinesche in segno di solidarietà, fino a raggiungere piazza Gramsci dove si è tenuto il comizio.
Secondo quanto riferito da Maurizio Strazzullo, segretario generale CGIL Livorno l’accordo per il risanamento finanziario della Lucchini tarderebbe ad arrivare mentre le risorse si starebbero esaurendo e mancano nuovi ordini: una situazione che desta forte preoccupazione.
Simoncini ha assicurato che la Regione Toscana chiederà al nuovo Governo un impegno soprattutto su due obiettivi: certezze sul percorso di asseveramento del piano di risanamento da parte delle banche e un impegno nella ricerca di un nuovo acquirente in grado di rilanciare lo stabilimento Lucchini di Piombino.
L’assessore ha anche fatto sapere che, nei prossimi giorni, convocherà l’azienda per affrontare i problemi legati all’occupazione e in particolare quelli dei lavoratori a termine.
Sono oltre 3000 i posti di lavoro a rischio a Piombino, legati alla crisi degli stabilimenti di Lucchini, Magona e Dalmine.
(Foto di Fabrizio Zannotti)
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