Firenze – Rallenta nel II trimestre 2013 la caduta della produzione manifatturiera dopo mesi e mesi di profondo rosso. Quella che non frena è l’emorragia di posti di lavoro: il numero degli addetti continua a calare.
Dopo l’indagine sull’andamento dei prezzi al dettaglio, Unioncamere Toscana ha presentato oggi l’indagine congiunturale trimestrale sulla produzione manifatturiera. L’indagine relativa al II trimestre 2013, ha riguardato un campione di 1.221 unità locali manifatturiere con almeno dieci addetti.
In generale rallenta la contrazione della produzione manifatturiera che si attesta al -1,8% rispetto al 2012.
Le piccole imprese (10-49 addetti) hanno quasi dimezzato le perdite subite sia in termini di produzione (da -6,3 a -3,4%) e fatturato (da -6,1 a -2,9%). Si aggrava invece il calo degli addetti, pari al -1,4% dopo il -0,9% del trimestre precedente.
Migliore la situazione nelle medie imprese (50-249 addetti), che vedono tornare in terreno positivo produzione (+1,2%) e ordinativi (+0,5%), grazie ai mercati esteri (+3,2%).
Le grandi imprese (oltre 250 addetti) contengono infine il calo produttivo (solo -0,5%), ma a fronte di indicatori di domanda che restano fortemente negativi: gli ordinativi diminuiscono di un ulteriore 7,4% ed il fatturato cede il 5,6%.
Se si analizzano i settori si nota la crescita di farmaceutica (+6,8%), l’elettronica (+7,2%) e l’abbigliamento (+3,0%).
Restano invece saldamente ancorati al segno “meno” gli altri comparti. Contengono le perdite alimentari e tessile (entrambi -2,0%), chimica, gomma e plastica e minerali non metalliferi (entrambi -2,2%).
Più gravi le perdite per gli altri settori come legno e mobilio, che accusa un nuovo crollo (-7,0%). Pelletteria e calzature perdono rispettivamente il 3,5%% e il 3,8%, i metalli il 3,1%, la meccanica il 4,6% e i mezzi di trasporto il 5,3%.
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