Firenze – Il Made in Tuscany con un più 11,3% traina l’esportazione italiana. E’ quanto emerge dalla sintesi del Monitor dei Distretti della Toscana realizzato per Banca CR Firenze a cura del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo. Lo studio ha analizzati l’andamento dell’export in 18 distretti toscani dalla Pelletteria e calzature di Firenzea alle Oreficeria di Arezzo al Tessile e abbigliamento di Prato fino al Polo Farmaceutico della Toscana.
il Made in Tuscany registra ancora una volta performance migliori rispetto al manifatturiero italiano (+0,3%), francese (-2,6%) e tedesco (-3,1%).
Il traino è stato offerto dalle produzioni del lusso toscano: oreficeria di Arezzo (+22,4%), pelletteria e calzature di Firenze (+13,3%) e di Arezzo (+53%). Diffusi miglioramenti sono stati riscontrati anche in altri distretti: ritorna a crescere l’export del cartario di Capannori (+2,5%) grazie ai risultati ottenuti in Germania (+6,4%), Spagna (+24,4%), Svizzera (+17,3%) e Austria (+53%).
Accelerano le esportazioni della pelle e calzature di Santa Croce sull’Arno (+6,4%), distretto che sta gradualmente tornando a mostrare ritmi di sviluppo positivi anche nel comparto a monte della concia che aveva iniziato il 2013 con un calo dell’export.
Sono tornate a crescere le vendite a Hong Kong e Spagna (+8,3%), ma migliorano in modo significativo le esportazioni in quasi tutte le destinazioni principali.
Segnali di miglioramento, pur in un quadro che resta negativo, per la ceramica di Sesto Fiorentino (-1,5%), alle prese con la difficile fase di rilancio della principale azienda del distretto.
Tornano inoltre in positivo le vendite estere del tessile e abbigliamento di Prato (+3,8%), grazie ai buoni risultati dei filati, dell’abbigliamento e della maglieria. Ancora in calo, invece, le vendite estere di tessuti pratesi.
Buone notizie anche dal polo farmaceutico toscano che registra nel terzo trimestre una buona crescita delle vendite all’estero (+15,8%), mettendo a segno incrementi su quasi tutti i principali mercati di sbocco.
Consolida i risultati ottenuti nella prima parte dell’anno il distretto del marmo di Carrara (+8%), che mantiene buoni ritmi di crescita negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi Uniti, in Francia e Regno Unito. Rallentano, invece, le vendite sull’importante mercato cinese.
I distretti dell’alimentare evidenziano performance diversificate: al rallentamento dei vini del Chianti (0,7%) e al dato negativo dell’olio di Lucca (-4,8%) si contrappone il balzo delle vendite all’estero dell’olio di Firenze (+26,2%).
Le buone performance all’estero non sono tuttavia sufficienti a sbloccare il mercato del lavoro: continuano a crescere le ore di cassa integrazione per le crisi aziendali a segnalare che la recessione continua a pesare sul tessuto produttivo toscano.
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