Firenze – Nonostante la crisi o forse per cercare di trovare una via d’uscita a questa crisi che non pare finire mai, nascono in Toscana nuove imprese.
Nell’ultimo trimestre del 2013 sono nate 6.373 imprese (+ 5,6% rispetto a ottobre-dicembre 2012 (dati Unioncamere Toscana).
Rimangono tante però le imprese in difficoltà: sono 2.231 le aziende toscane entrate in scioglimento e liquidazione in soli tre mesi (da ottobre a dicembre), in aumento del 9,6% su base annua.
Altro dato preoccupante sono i fallimenti: 280 avvenuti nel quarto trimestre 2013 e 66 le aziende che hanno aperto concordati fallimentari o preventivi.
Nel corso dell’intero 2013 le iscrizioni di nuove imprese (oltre 28 mila) hanno comunque continuato a superare il numero di cessazioni (circa 27 mila), per un saldo positivo di 1.336 imprese.
Non si ferma la crisi per il mondo artigiano, che dal 2009 registra più chiusure che aperture aziendali (nel 2013 l’artigianato toscano ha perso 11.189 imprese e ne ha viste nascere solo 8.757).
A livello settoriale, edilizia e agricoltura perdono imprese a tutta velocità. Per l’agricoltura il ridursi delle aziende è divenuto ormai strutturale, mentre l’emorragia di imprese nell’edilizia (-1.689) è legata alle profonde difficoltà attraversate dal settore.
Fra le attività industriali, gli unici bilanci positivi riguardano il comparto alimentare (+93 aziende), il chimico-farmaceutico (+13) e, nel sistema moda, la filiera abbigliamento-pelli-calzature (+108 imprese).
Il tessile (-79 unità) ha invece continuato il processo di involuzione che negli ultimi 4 anni è costato la perdita di oltre 400 imprese, e fra gli altri comparti manifatturieri sia le attività della meccanica-elettronica che quelle del legno mobili (-145 unità) hanno registrato un saldo negativo, in quest’ultimo caso collegato alla perdurante crisi del sistema-casa.
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