Firenze – Continua a soffrire l’edilizia in Toscana.
Un quadro desolante quello emerso durante i lavori del X° Congresso regionale della Filca, il sindacato dei lavoratori edili e del legno della Cisl, che si è svolto a Firenze.
L’occupazione è scesa in media del 40%, con punte del -50%: Arezzo, Grosseto, Massa Carrara e Siena le province peggiori; Lucca e Pisa quelle con performance migliori. Continua a calare il fatturato delle imprese del 10% all’anno.
Poi ci sono le aziende che operano su lavori pubblici, indebitate perché non pagate per i lavori già effettuati.
L’edilizia si conferma poi terreno fertile per le infiltrazioni mafiose, dice la Cisl, grazie anche al sistema dei subappalti e dell’aggiudicazione dell’appalto al massimo ribasso.
Qualcosa si può fare però ha spiegato il segretario uscente Filca toscana, Massimo Bani: “Senza consumare altro territorio, si può varare un grande piano di ristrutturazioni, puntando sulla bioedilizia e la riqualificazione energetica, attraverso incentivi delle pubbliche amministrazioni, inserite nei piani strutturali. E per “ripulire” l’edilizia dalle infiltrazioni c’è bisogno di una nuova legislazione sugli appalti, con l’esclusione del massimo ribasso”.
Il congresso ha anche dato il via alla novità della regionalizzazione della categoria che avrà d’ora innanzi una segreteria regionale e dei coordinatori provinciali secondo la riforma organizzativa avviata dalla Cisl.
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