Firenze – Diminuiscono le esportazioni in Toscana. Una frenata segnalata nel terzo trimestre del 2010 che comunque non arriva ai picchi negativi del 2009. A subire il maggiore rallentamento rimangono le importazioni.
E’ quanto dicono i dati contenuti nell’analisi trimestrale sul commercio estero della Toscana, condotta dall’Ufficio Studi di Unioncamere Toscana nell’ambito dall’Osservatorio sull’Internazionalizzazione della Toscana, realizzato in collaborazione con Toscana Promozione ed Irpet.
Rispetto al secondo trimestre 2010 si segnala un rallentamento nel ritmo di crescita della domanda estera di beni di consumo, più accentuata per la componente dei non durevoli (+16,6% contro una crescita del 23,3% nel trimestre precedente) rispetto a quella dei beni durevoli (rispettivamente +19,8% e +23,5%).
Dati positivi arrivano, invece per l’industria elettronica (+60,0%), i prodotti della siderurgia (+62,7%) e i prodotti dell’industria chimica, farmaceutica, plastica e gomma (+31,2% nel complesso). Con un +27,0% è in netta ripresa è anche il comparto dei mezzi di trasporto. Male invece il settore della meccanica dove crollano le esportazioni, arrivando a -35,5%.
Per quanto riguarda i territori, l’andamento delle vendite all’estero nel terzo trimestre 2010 mostra una crescita sostenuta in quasi tutte le province. Fanno eccezione Pisa, in deciso rallentamento (+9,4%), e soprattutto Firenze e Massa-Carrara (rispettivamente -4,3% e -35,9%).
I territori con il ritmo più sostenuto di crescita sono le province di Livorno (+38,7%) ed Arezzo (+38,5%).
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