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Morto a Roma il regista viareggino Mario Monicelli

Firenze –  Ha scelto lui quando andarsene così come aveva scelto di invecchiare da solo, lontano da moglie e figlie.

Mario Monicelli, 95 anni, è morto ieri a Roma. Si è gettato dal quinto piano del reparto di urologia dell’ospedale  San Giovanni dove era ricoverato per un tumore alla prostata.

Tempestivi i soccorsi ma inutili. Monicelli è morto immediatamente.

Era morto suicida nel 1946 anche il padre, Tomaso, giornalista e scrittore antifascista. Era stato Monicelli a trovare il cadavere del padre e a dichiarare, anni fa, di aver compreso il  suo gesto, “perché – aveva detto – non sempre la vita è degna di essere vissuta”.

Forse, lo stesso pensiero che ha avuto per se stesso.

“Se ne va un protagonista del ’900, un regista di capolavori di commedia all’italiana”. Con queste parole il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha salutato salutato Monicelli. “Cittadino onorario della nostra città – ha aggiunto Renzi – per noi fiorentini il suo nome sarà sempre legato anche, ma non solo, ai personaggi indimenticabili di Amici miei“.

Nato a Viareggio nel 1915 si era laureato in Filosofia a Pisa e aveva debuttato nel cinema con Steno con una serie di film realizzati su misura per Totò.

Lo piange tutto il mondo del cinema e della cultura italiana.

Padre della commedia all’italiana la sua filmografia è a pieno titolo nella storia del cinema italiano con capolavori come La Grande Guerra, I soliti ignoti, Amici miei, L’Armata Brancaleone, La ragazza con la pistola, Romanzo popolare, il Marchese del Grillo, Amici miei, Un borghese piccolo piccolo, Speriamo che sia femmina, Parenti serpenti solo per citare alcuni film della sua imponente filmografia.

L’ultimo lavoro risale al 2006 Le Rose del deserto liberamente ispirato al romanzo dello scrittore Mario Tobino.

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Posted by on 30 Novembre 2010. Filed under Cultura,In primo piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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