
Chiedono garanzie concrete sul mantenimento dei posti di lavoro e sul rispetto delle condizioni contrattuali i lavoratori dei servizi museali di Uffizi, Palazzo Pitti, Polo museale regionale e Opificio Pietre Dure che questa mattina hanno scioperato con un presidio in via de Gondi a Firenze.
Lo sciopero era stato indetto da Filcams Cgil Firenze-UilTucs Toscana-Rsu Opera e secondo i sindacati l’adesione è stata “pressochè totale”
La protesta nasce in seguito all’aggiudicazione del bando dei servizi da parte dell’ATI CoopCulture-Electa che subentrerà nei prossimi mesi ad ATI Opera Laboratori Fiorentini-Giunti. “Nel cambio di concessione servono garanzie per la piena continuità lavorativa, retributiva e contrattuale per tutti gli addetti”, spiegano i sindacati in una nota.
Ieri si era svolto un incontro nella sede di Regione Toscana, alla presenza dei rappresentanti di Regione, sindacati, Uffizi. Assenti però i concessionari, ovvero Opera Laboratori e CoopCulture . L’incontro è stato giudicato “insoddisfacente e non risolutivo” dai sindacati che hanno confermato la protesta.
In sostanza i lavoratori chiedono che vengano fornite garanzie scritte per il mantenimento dei livelli occupazionali e per l’applicazione del contratto del commercio, attualmente in uso. Garanzie che secondo la Direzione regionale dei musei e Gallerie degli Uffizi possono essere fornite solo dai concessionari.
Il 30 marzo 2015 l’allora Ministro della Cultura Dario Franceschini e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil avevano siglato un’accordo per la cosiddetta “clausola sociale”, una sorta di protezione dei lavoratori per il mantenimento dei livelli occupazionali e retribuiti nelle future gare.
Nel 2023 inoltre l’allora direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, aveva siglato con i sindacati un accordo per garantire “il mantenimento occupazionale, contrattuale, retributivo e normativo del personale nella gara d’appalto”.
Un accordo che l’attuale gestione degli Uffizi sembra però rimandare direttamente ai concessionari. In una nota infatti viene specificato che “Le direzioni dei musei coinvolti nella gara – e non solo gli Uffizi – non hanno disconosciuto alcun documento ma rigettato doverosamente delle interpretazioni dello stesso che vorrebbero l’amministrazione agire al di fuori della legge, stabilendo a posteriori criteri di selezione dei vincitori della gara al posto di quelli già inclusi nel bando e previsti dal codice degli appalti.
Per i sindacati, invece, è “inaccettabile che un semplice avvicendamento nella direzione museale permetta a un ente pubblico di disconoscere documenti già sottoscritti in sede istituzionale, senza tener conto della continuità amministrativa“.
Ad essere coinvolti nella vicenda sono oltre 200 lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento del sistema museale regionale e delle Gallerie degli Uffizi. Le proteste erano già partite nei mesi scorsi.
Al presidio di questa mattina hanno partecipato anche rappresentanti dei gruppi PD e AVS Ecolò in consiglio comunale. “Insieme ai lavoratori chiediamo che il passaggio al nuovo gestore avvenga senza un peggioramento, a fronte di condizioni affermate nel tempo” hanno dichiarato in una nota
I sindacati hanno lanciato un appello a tutte le forze politiche e alle istituzioni locali per sostenere la protesta dei lavoratori.
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