Grosseto – Sono ricominciate questa mattina le ricerche dei 26 dispersi della nave da crociera Costa Concordia, naufragata davanti all’Isola del Giglio.
Secondo i dati registrati dagli strumenti sottomarini infatti allo stato attuale é possibile operare in sicurezza per gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Guardia Costiera e della Marina, che lavorano sia nella parte sommersa del relitto, sia in quella emersa.
Intanto aumentano le preoccupazioni sul fronte rischio ambientale.
Il ministro dell’ambiente, Corrado Clini, ha infatti detto che “esiste già un danno ambientale, molto contenuto relativo ai fondali dell’Isola del Giglio”. 
Ricordiamo che all’interno della nave sono ancora presenti 2.380 tonnellate di combustibile, di cui 2.200 di olio pesante, quello più pericoloso per l’ecosistema, che richiederà circa un mese di lavoro per essere prelevato ed anche Legambiente è intervenuta chiedendo un aiuto all’Unione Europea..
Il ministro ha poi parlato di “situazione al limite perché la nave è in posizione instabile. E’ una corsa contro il tempo”.
Per i prossimi giorni infatti è previsto l’arrivo di un’ondata di maltempo, che potrebbe mettere in serio pericolo la stabilità della Concordia.
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