Firenze – Occorre varare un nuovo piano per la messa in sicurezza delle opere esposte nel Museo di Santa Croce. E’ quanto emerso durante l’incontro-studio promosso dall’Opera di Santa Croce e l’Università di Firenze nel grande Cenacolo francescano. Nel caso in cui dovesse accadere un’emergenza analoga a quella dell’alluvione del ’66 la conservazione delle opere poste all’interno del museo sarebbe infatti messa ad alto rischio. In quell’occasione Santa Croce divenne simbolo della catastrofe: nel Cenacolo e nei locali attigui l’acqua raggiunse i 5 metri e furono numerose le opere che andarono distrutte. Allora si era pensato a una nuova ricollocazione, ma a distanza di oltre quarant’anni il Museo è rimasto un luogo espositivo. Lo stato di salute delle opere collocate all’interno dell’attuale Museo, oltre al rischio idraulico, pone anche la necessità di assicurare condizioni microclimatiche più adeguate e stabili di quanto oggi consentito dagli storici locali. (O3)
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