Se seguite le serie tv britanniche conoscerete (anche solo di nome) due tra le più famose: Doctor Who (una delle serie di fantascienza più longeva della storia della tv, con la prima puntata andata in onda nel 1963) e Sherlock (rivisitazione in chiave moderna di Sherlock Holmes), entrambe prodotte dalla BBC; forse non sapete però che tra gli autori del successo di queste serie c’è un certo Steven Moffat, sceneggiatore e produttore televisivo inglese.
Proprio Steven Moffatt è stato uno degli ospiti principali dell’edizione di Lucca Comics and Games 2015, dove ha presentato in anteprima la prima puntata della nona serie di Doctor Who, “The Magician’s Apprentice” che andrà in onda su Rai 4 a gennaio 2016; ad accompagnarlo Jamie Mathieson, uno degli attuali sceneggiatori di Doctor Who.
Moffat e Mathieson si sono confrontati con pubblico e stampa per un viaggio alla scoperta dei retroscena di Doctor Who (ma non sono mancati riferimenti anche a Sherlock): ad introdurli Andrea Fornasiero e Roberto Nepoti di Rai4, il canale che da anni trasmette le serie di Doctor Who in Italia.
Steven Moffat è un affascinante cinquantenne che ha risposto con garbo e ironia alle domande dei giornalisti intervenuti al Teatro del Giglio: “Doctor Who è il meglio della televisione attuale – ha risposto a chi gli chiedeva come è possibile convincere nuovi telespettatori ad appassionarsi a questa serie – Ogni episodio può essere un thriller, un giallo oppure una storia d’amore e non c’è bisogno di seguire tutta la serie per appassionarsi, basta guardare un qualsiasi episodio.”
Moffat ha anche spiegato che non esiste un gruppo fisso di autori che scrivono per Doctor Who, proprio per favorire il ricambio di idee: “E’ vero però che l’impegno creativo per Doctor Who è pazzesco: ogni settimana devi inventare nuovi mostri o nuovi mondi – ha aggiunto – Tanti sceneggiatori vorrebbero scrivere per Doctor Who ma pochi riescono a farlo”.
A confermare quanto detto dal produttore è anche James Mathieson, che da due anni scrive per Doctor Who: “Scrivere per questa serie è eccezionale: non hai limiti di spazio e di tempo e quindi come scrittore hai un ampio bacino a cui attingere”.
Alla domanda su quale sia l’episodio preferito di entrambi la risposta è un reciproco elogio: Moffat ha citato “Flatline” (in Italia “I graffiti di Bristol”) e “Mummy on Oriente Express” (in Italia “Una mummia sull’Orient Express) entrambe scritte da Mathieson per l’ottava stagione, mentre quest’ultimo ha elogiato “Blink” (in Italia “Colpo d’occhio”) scritta da Moffat per la terza stagione del Dottore e pluripremiata dalla critica.
Nell’intervista Moffat ha cercato di spiegare meglio anche la figura del Dottore, il Signore del tempo che viaggia con il suo Tardis, accompagnato quasi sempre da una figura femminile: “Il Dottore sulla carta è più o meno sempre lo stesso ma è l’attore che lo impersona a cambiarlo con la sua interpretazione – ha spiegato – Ad esempio la differenza tra il dottore di Matt Smith (XI Dottore) e quello di Peter Capaldi (XII e attuale Dottore) sulla carta è minima, ma la loro interpretazione sembra renderli molto diversi. Con l’ultimo Dottore, però, volevamo un personaggio meno “accessibile”: lui non vuole piacere agli umani e non ama relazionarsi con loro, per questo c’è Clara (sua attuale assistente)..per lui l’importante è solo vincere sempre!”
Moffat ha anche anticipato che nello Speciale di Natale (che viene realizzato ogni anno) farà la sua ricomparsa uno dei personaggi storici della serie, River Song (moglie dell’undicesimo Dottore): “Il ritorno di personaggi importanti dipende sempre dalla storia che hanno da raccontare – ha aggiunto Moffat – Sono rimasto sorpreso anch’io da me stesso per la decisione di questo ritorno”.
Freddate invece tutte le possibili aspettative di vedere un giorno insieme Doctor Who e Sherlock: Moffat ha spiegato che il costo per un’operazione del genere sarebbe insostenibile mentre ha aperto alla possibilità di una puntata in Italia di Doctor Who: “Nella storia di Doctor Who esiste già un episodio ambientato in Italia nella serie del 1976 – ha spiegato – Potremmo decidere anche di tornare se fosse vantaggioso, dipende un po’ da eventuali proposte”
Infine a chi gli ha chiesto se esisterà mai un dottore donna, Moffat ha risposto ridendo: “Ci sono 5 anni di interviste su Youtube in risposta a questa domanda: potrebbe capitare ma non è scontato, dipende da chi dovrebbe interpretare il ruolo”.
A chiusura dell’incontro stampa Moffat ha prestato le proprie mani per il calco che verrà apposto nella Walk of Fame, la strada che Lucca dedicherà a breve a grandi fumettisti, sceneggiatori e scrittori…e per come scrive, le mani di quest’uomo rappresentano davvero un tesoro per il mondo delle serie TV!
Se siete appassionati di Doctor Who vi consigliamo anche l’intervista rilasciata da Moffat qualche settimana fa all’Observer con alcune anticipazioni sulla decima serie del Dottore e sullo Speciale di Natale!
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