(Articolo di Domenico Coviello) Firenze – Dopo le gravissime frane nel massese dello scorso autunno, che hanno provocato tre morti, la Toscana si attrezza per prevenire il pericolo del dissesto idrogeologico. E comincia dalle foreste.
L’assessore all’agricoltura, Gianni Salvadori, ha deciso lo stanziamento di 19 milioni di euro, in tre anni, affinché Provincie, Comuni e Comunità montane operino un’accurata prevenzione del territorio e altri 21 milioni, in sette anni, da destinare ai privati come una sorta di “indennità” a chi si prodiga per salvaguardare i boschi.
È infatti la regione più boschiva d’Italia, la Toscana, con 1.100.000 ettari di boschi, di cui appena 100mila in mano agli enti pubblici e un milione di proprietà privata.
Ai privati proprietari, che ne faranno domanda antro il 15 maggio, saranno assegnati 200 euro a ettaro all’anno per sette
anni. In cambio si dovranno curare i fossi, ripulire le radure nei boschi, togliere le ramaglie dal sottobosco, potare le piante malate ecc…
Il proprietario del bosco riceverà almeno tre visite di controllo (in sette anni) dagli ispettori della Regione, e dovrà esibire un registro aziendale con la descrizione degli interventi effettuati.
Oltre a ciò la Regione ha presentato il dettaglio dei 53 interventi nelle provincie di Massa-Carrara e Lucca colpite dalle alluvioni e dalla frane dello scorso autunno.
Stanziati in tutto 7,5 milioni di euro.
L’intervento più finanziato? La messa in sicurezza del monte Candia, a Massa, per 480mila euro. Si tratta della zona il cui smottamento, lo scorso 31 ottobre, ha causato, in due diverse frane, a Lavacchio e a Mirteto, le morte di una mamma, Nara Ricci, 39 anni, del suo bambino Mattia Guadagnucci, 2 anni, e di Aldo Manfredi, 45 anni.
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