Arezzo – “Non sono stati ancora chiariti i nodi centrali della questione, tuttavia c’è l’impegno per un nuovo incontro il prossimo 8 febbraio e in quella sede ci auguriamo di poter avere le risposte alle nostre richieste”.
E’ questo il commento dell’assessore regionale Gianni Salvadori all’incontro avvenuto ieri a Roma nella sede dell’Ente irriguo Umbro-Toscano, sul caso della diga di Montedoglio. Si è trattato del primo incontro in sede nazionale dopo il cedimento di una parte della struttura della diga avvenuto il 29 dicembre scorso
Tra le richieste più urgenti avanzate dalle regioni Toscana e Umbria c’è la necessità di lavorare in fretta per il ripristino delle strutture, garantendo così l’approvvigionamento idrico alle popolazioni e all’irrigazione dei campi.
“Ricordo che questa diga serve ben due Regioni, 3 province e solo per l’uso idropotabile, ben 15 comuni che diventano un numero ancora maggiore per l’uso irriguo – ha spiegato Salvadori – In attesa che la magistratura svolga il suo compito per accettare le responsabilità, si può lavorare alla progettazione e su questo abbiamo riscontrato la convergenza di tutti.”
Toscana e Umbria hanno anche chiesto che la diga e le opere primarie di adduzione che ne derivano restino di proprietà del demanio statale e che gli interventi siano a carico dello Stato; inoltre è stata chiesta la creazione di un comitato di sorveglianza che sia rappresentativo di tutti gli enti interessati: Regioni, Province e Comuni.
“Riteniamo fondamentale per il futuro, che le Regioni e lo Stato prendano in carico l’indirizzo di un ente, quale è l’Ente Irriguo Umbro-Toscano, che gestisce ben quattro dighe, tre delle quali in Toscana (la diga di Montedoglio sul Tevere, la diga sul Sovara e la diga del Calcione sul Foenna) e una in Umbria
(la diga di Casanuova sul Chiascio) – ha concluso Salvadori – opere di importanza strategica sul territorio regionale.” Da qui la richiesta al Governo di avviare un percorso condiviso per la creazione di un nuovo Ente che subentri all’attuale, da tempo commissariato, e prenda in carico la gestione del bacino e la distribuzione dell’acqua
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