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Bullismo: da Firenze sport e associazionismo come armi di difesa

Firenze – Sport e associazionismo: sembrano questi gli elementi per sconfiggere il bullismo, secondo quanto emerso nel convegno che si è tenuto ieri a Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

L’incontro “Tutti i colori del buio: i contenuti pedagogici dell’azione associativa, come risposta al bullismo e alla disgregazione sociale” promosso dalla Provincia di Firenze ha permesso di conoscere alcuni dei dati di Eurispes Toscana e Censis 2008 sul bullismo: secondo quanto emerso il 50% delle famiglie segnala eventi di bullismo o microbullismo nelle classi dei figli.

Tra le tipologie di “prepotenze” rilevate il 28% riguarda offese verso un solo alunno, il 25% scherzi pesanti o offese, quasi il 25% l’isolamento o l’esclusione dal gruppo; per oltre il 21% si parla di percosse e furti mentre quasi il 6% denuncia la diffusione di video umilianti e insulti via sms o mail. Lo scenario privilegiato per gli episodi di bullismo è prevalentemente la scuola: ma se il 51% degli episodi avviene in classe, oltre il 52% avviene in luoghi meno sorvegliati, come palestre e corridoi.

Secondo quanto emerso nel convegno è in aumento anche il cyberbullismo, grazie alla diffusione delle nuove tecnologie: a differenza del bullismo tradizionale, il cyberbullismo può essere attuato in qualsiasi momento e la rapida possibilità di diffusione del materiale compromettente aumenta la percezione di vulnerabilità nella vittima. Gli strumenti utilizzati sono sms, mms, chat room, immagini, video o foto offensive, chiamate anonime, istantmessaging, siti web e blog.

In Italia il 39% dei ragazzi che frequentano le superiori ha amici che sono vittime del bullismo digitale: tra questi, il 33% sono ragazzi ed il 35% sono ragazze. Nelle scuole superiori le cybervittime risultano essere il 16%, il 14% nelle scuole medie. Percentuali più alte per le scuole superiori dove ad essere vittime del bullismo digitale pare siano più le ragazze (23%) che i ragazzi (6%).

Nel convegno è stata tracciata anche la figura del bullo, classificato in dominante (persona popolare all’interno del suo gruppo), gregario (figura più ansiosa, più insicura, poco popolare), vittima (sottogruppo e si tratta di soggetti che possono essere sia aggressori che vittime di altri aggressori) e cyberbullo, che essendo protetto dall’anonimato, è una figura più difficile da definire.

Dall’incontro in Palazzo Medici è emerso quanto pratiche come l’associazionismo e lo sport possano però influire positivamente nel contrasto all’aggressività, stimolando la lealtà, il senso di squadra e il rispetto reciproco.

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Posted by on 12 Maggio 2011. Filed under Cronaca. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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