Firenze – I giudici della Corte d’Assiste di Firenze, nelle motivazioni della sentenza per il boss Francesco Tagliavia, accusato delle bombe del ’93, spiegano che nei primi anni ’90 la trattativa tra Stato e Cosa nostra “indubbiamente ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des. L’iniziativa fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia”. Infine si legge che al processo contro Francesco Tagliavia “non ha trovato consistenza l’ipotesi secondo cui la nuova entità politica, Forza Italia si sarebbe addirittura posta come mandante o ispiratrice delle stragi”. (O3)
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