Arezzo – Asportare un tumore alla tiroide grazie ad un incisione nell’ascella: è il tipo di intervento di chirurgia robotica realizzato dal dottor Pier Guido Ciabatti, otorino e direttore del Dipartimento di Chirurgia Specialistica dell’Ospedale San Donato di Arezzo.
L’intervento, effettuato grazie al robot “Da Vinci”, è avvenuto qualche giorno su una paziente di 47 anni: le sue condizioni, fanno sapere dall’ospedale, al momento sono buone e presto sarà dimessa.
I vantaggi di un intervento di questo tipo, spiegano dalla Asl di Arezzo, sono molteplici sia dal punto di vista estetico che funzionali: dall’assenza di cicatrici nel collo, ad una minore incidenza delle complicanze delle lesioni dei nervi laringei, oltre che da dolore post-operatorio ridotto.
L’intervento è consistito nell’apertura a livello dell’ascella di un taglio di circa sette centimetri con la creazione di un tunnel sottocutaneo fino ai muscoli del collo e alla loggia tiroidea; qui sono stati introdotti gli strumenti robotici collegati a quattro bracci del robot “da Vinci” e controllati da un aiuto. Il chirurgo, mediante una visione ingrandita e tridimensionale, ha manovrato i bracci chirurgici. Questo tipo di visione, associata a movimenti più fini, renderebbe più agevole l’identificazione ed il rispetto delle strutture anatomiche come vasi, nervi laringei ricorrenti, ghiandole paratiroidi.
“La chirurgia robotica rappresenta il superamento di quella mini invasiva, in quanto non lascia alcuna cicatrice sul collo, permette una visione del campo operatorio decisamente migliore e consente di asportare lesioni tiroidee maggiori – ha spiegato il dott Ciabatti – Di contro, è una metodica che richiede un chirurgo decisamente più esperto. Questa tecnica di accesso al collo per via transascellare, in un futuro molto prossimo, potrà sicuramente essere utilizzata anche in altre patologie del collo”.
Soddisfatta anche l’assessore regionale alla salute, Daniela Scaramuccia: “La tecnologia robotica è ancora in una fase emergente, ed è prevedibile uno sviluppo tecnologico che consentirà un’ulteriore estensione dei campi di applicazione chirurgica rispetto a quelli trattati finora. Proprio per questo intendiamo “governare” la diffusione della chirurgia robotica sul territorio regionale, creando una rete che colleghi costruttivamente le varie esperienze”
Commenti recenti