Livorno – E’ stato firmato a Livorno il nuovo Protocollo di Intesa tra Azienda USL 6 e Casa Circondariale della città labronica per la gestione della cosiddetta sanità penitenziaria all’interno del carcere livornese.
“Questo documento – spiega Monica Calamai, direttore generale dell’Azienda USL 6 – conclude un percorso cominciato anni fa in base al quale l’Azienda non si limita a prestare i propri professionisti, ma si assume la responsabilità dell’assistenza sanitaria. Il nostro compito, fuori e dentro dal carcere, è quello di assicurare cure efficienti al servizio delle persone a prescindere dalla loro condizione di reclusi o meno”.
Il rapporto e al presenza di medici e servizi sarà costantemente controllata e ridefinita grazie alla creazione di un tavolo tecnico permanente con componenti misti provenienti dall’Azienda USL e dalla Casa Circondariale incaricati di controllare l’appropriatezza dei servizi erogati.
“La situazione attuale – dice Domenico Tiso, responsabile della sanità penitenziaria dell’Azienda USL 6 – sconta alcuni problemi legati soprattutto al sovraffollamento delle strutture. Da Livorno, in un anno, passano circa 2.500 detenuti ai quali riusciamo a garantire un servizio di guardia medica 24 ore su 24 e servizi specialistici che vanno dalla psichiatria al dentista, dall’ortopedico al cardiologo. Le patologie principali sono legate alle dipendenze, alle malattie infettive e all’ortodonzia con tutta una serie di persone, stranieri senza documenti, che con noi trovano il primo punto sanitario. Ogni anno, ad ogni modo, siamo costretti a ricorrere a circa 400 visite esterne e circa una decina di ricoveri”. 
Proprio per migliorare qualità e quantità dei servizi è allo studio un nuovo progetto per la creazione di una postazione per la telemedicina all’interno di uno degli ambulatori del carcere.
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