Firenze – Oltre 1400 casi di abusi e maltrattamenti sono stati gestiti nel 2012 grazie al progetto del “Codice Rosa”, percorso di accesso speciale presente nei Pronto Soccorso della 5 Asl della Toscana che hanno già aderito al progetto.
I dati dei casi di maltrattamento, resi noti dalla Regione Toscana, riguardano adulti ma anche bambini: 250 quelli a Lucca, 338 a Prato, 241 ad Arezzo, 466 a Grosseto (capofila regionale del progetto dal 2010) e 160 a Viareggio.
La Regione Toscana ha approvato in questi giorni la delibera che consente l’accesso al Codice Rosa, dal 2013, ad altre 5 aziende sanitarie: Pisa, Livorno, Empoli, l’azienda ospedaliero universitaria di Careggi e quella del Meyer. In tutto quindi al momento sono 10 le Asl coinvolte ed entro il 2014 il progetto del Codice Rosa dovrebbe arrivare a coprire tutto il territorio toscano.
“La forza di questo progetto è il lavoro di squadra: mettere in rete tante competenze diverse, medici, infermieri, psicologi, forze dell’ordine, centri antiviolenza per fare un’azione coordinata a sostegno delle fasce deboli, e nello stesso tempo perseguire gli autori dei reati – ha spiegato l’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni – L’ingresso delle nuove aziende conferma la volontà di procedere alla graduale e progressiva estensione del progetto su tutto il territorio regionale”.
Il progetto infatti prevede al momento del ricovero della vittima al Pronto Soccorso, l’attivazione di una task force composta da operatori sociosanitari, magistrati, forze dell’ordine, per prestare immediato soccorso medico e psicologico alla vittima di violenza e nello stesso tempo attivare le indagini.
Per quanto riguarda gli adulti; i dati del 2012 parlano di 1.248 sono casi di maltrattamento, 44 di abuso sessuale e 22 di stalking. A differenza di quanto si possa pensare dal nome, l progetto Codice Rosa non è rivolto solo alle donne, ma anche agli immigrati, alle vittime di atti omofobici e agli anziani. Questi ultimi, secondo quanto reso noto dalla Regione Toscana, rappresentano una categoria tra le più deboli, nei confronti della quale è più difficile proporre interventi dato che spesso questi comportano l’allontanamento della vittima, dal nucleo familiare, unica fonte di collegamento affettivo e spesso di sostentamento.
Altra fascia debole sono i bambini: nel 2012 sono emersi 113 casi di maltrattamento e 28 casi di abuso sessuale su minori.
Per contrastare questo fenomeno, sono già attivi presso il Meyer l’Osservatorio per i diritti del bambino in ospedale e il Gruppo sull’abuso all’infanzia e all’adolescenza, creato per aiutare i minori vittime di abusi e maltrattamenti che giungono all’osservazione clinica.
L’adesione dell’azienda ospedaliero universitaria di Careggi, invece, permetterà di coinvolgere le due grandi strutture di pronto soccorso, come Careggi e CTO, e la collaborazione del Centro di riferimento regionale violenza e abuso sessuale su adulti e minori, oltre che del Dipartimento assistenziale integrato materno infantile.
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