Lucca – Nessuna parola. Viareggio, alle 23,48 in punto, l’ora in cui il carro cisterna pieno di gpl deragliò ed esplose, ha lasciato allo stridulo suono delle sirene delle ambulanze e dei mezzi di soccorso il compito di ricordare quella notte quando 32 persone in via Ponchielli furono avvolte dal fuoco nelle loro case mentre, in una notte calda come quella di ieri sera, dormivano, leggevano, giocavano o si trovarono a passare per la stazione.
Poi gli applausi. L’unico modo per sfogare anche la rabbia per quelle 32 vite perse in pochi attimi falciate via da una bomba in tempo di pace. Prima allo stadio dei Pini si era svolta una cerimonia interreligiosa.
L’unico politico a parlare è stato il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini. Presenti anche il capo di dipartimento dei vigili del fuoco Francesco Paolo Tronca, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Nessun rappresentante del Governo, né delle Ferrovie; la presenza del ministro delle infrastrutture Altero Matteoli era stata definita alcuni giorni fa dalla città “non gradita”.
Viareggio non dimentica e vuole giustizia e lo ha ribadito anche ieri sera: vuol sapere chi ha permesso che quella strage fosse possibile, perchè non sono state ascoltate le richieste dei residenti di via Ponchielli che da anni chiedevano un muro di contenimento tra la strada e la ferrovia.
“Viareggio non dimentica. Verità e giustizia per 32 vittime innocenti’’ era lo striscione che campeggiava dietro il palco principale.
Dallo stadio dei Pini è partito il corteo verso via Ponchielli a cui si sono aggiunti come affluenti di un grande fiume i cittadini di Viareggio: ventimila persone; tutta la città era in strada accanto a chi è rimasto e per chiedere giustizia per chi non c’è più.
A guidare il corteo erano i parenti delle vittime con le foto dei loro cari e uno striscione: “Viareggio 29/06/09 ore 23:48. Niente sarà + come prima”.
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