Grosseto – E’ terminato a tempo di record il restauro della vetrata della Chiesa di Santa Maria Assunta a Buriano, in provincia di Grosseto.
Si tratta della pieve più antica della Maremma, ricordata sin dal XI secolo e contenente opere di pregevole fattura, quali il crocefisso e la statua di Sant’Antonio da Padova risalenti al ‘700, il gruppo ligneo di San Guglielmo con il drago del ‘600 e l’acquasantiera del ’300.
La vetrata è una delle opere di maggior pregio della chiesa, risalente al primo decennio del XVI secolo e raffigurante in basso la Nascita della Madonna ed in alto l’Assunzione, entrambi attribuibili all’artista senese Girolamo di Benvenuto (1470-1524).
La parrocchia di Santa Maria viene nominata per la prima volta nel 1051 in un privilegio emanato in favore dell’abbazia di Sant’Antimo da Enrico III. La chiesa aveva la giurisdizione sulle pievi di Tirli, Colonna e Montepescali, nel XIII secolo fu sottoposta all’influenza dei Guglielmiti ed in seguito passò all’ordine degli eremiti agostiniani. 
L’attuale edificio risale al 1302 ed ha conservato i caratteri stilistici romanici tipici delle chiese agostiniane di quest’epoca. La facciata a capanna in filaretto con conci di arenaria squadrata, presenta un portale sormontato da un occhio centrale ed è impreziosita da elementi lapidei di epoca precedente.
L’interno, con quattro altari laterali realizzati in stucco e gesso, presenta un altare maggiore datato 1699 con, al centro, un crocifisso settecentesco; in due nicchie laterali dello stesso altare, sono presenti una statua lignea settecentesca di Sant’Antonio da Padova, ed un gruppo ligneo secentesco di San Guglielmo con il drago. Accanto al secondo altare a destra, è presente un’interessante acquasantiera trecentesca.
Il restauro è stato possibile grazie al parroco della frazione di Buriano, don Giovanni Tumiatti, che ha segnalato al Comune di Castiglione della Pescaia la necessità di provvedere al recupero.
Il Comune ha attivato le procedure per il reperimento dei fondi, arrivati grazie alla sponsorizzazione della Banca Monte dei Paschi di Siena, per una spesa totale di 12.300 euro.
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