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Tav: da Bologna a Firenze i danni dei lavori

Bologna – Due edifici evacuati, appartamenti lesionati, fogne ostruite da gettate di cemento, invasione di topi che risalgono dal sottosuolo, cantine allagate. Quello che assomiglia ad un bollettino di guerra è invece il risultato di 3 anni di lavori per la realizzazione del sottoattraversamento della Tav (Tratta ad Alta Velocità) a Bologna, raccontato dai cittadini del “Comitato di via Carracci”, un’arteria immediatamente a ridosso della Stazione centrale.

Alcuni rappresentanti del Comitato sono stati invitati dall’Associazione ambientalista Idra, a Firenze, dove i lavori per il sottoattraversamento stanno per cominciare, per portare la propria testimonianza, affinché non succeda anche nel capoluogo toscano quanto avvenuto a Bologna come racconta Dino Schiavoni, proprietario dell’unico bar della zona, che, dopo 40 anni di lavoro, è stato costretto a licenziare 3 dipendenti e a riprendere in mano da solo la propria attività:

Sono circa 500 le famiglie già indennizzate a Bologna per il rumore e le polveri respirate a causa del cantiere. Tra le testimonianze portate dal Comitato di via Carracci, anche quella dell’attore e drammaturgo Gianni Cavina, la cui abitazione è stata pesantemente danneggiata: l’attore, raggiunto al telefono, racconta di “non poter più lavorare nella propria abitazione” a causa del rumore, diurno e notturno; descrive questi anni di lavori come “un’esperienza disgustosa” e denuncia “atteggiamenti incivili tenuti da parte dei responsabili”.

I lavori per il sottoattraversamento di Bologna, cominciati nel 2005, avrebbero dovuto concludersi nel 2008 ma lo scorso anno tale data è stata posticipata. Il comitato specifica di non essere contrario all’alta velocità in se ma contesta il modo in cui sono stati eseguiti i lavori fino ad oggi come racconta Dino Schiavoni:

Gli abitanti di via Carracci hanno diffuso un documento nel quale invitano i fiorentini a non ripetere i loro errori: tra le raccomandazioni quella di “esigere trasparenza nelle informazioni e tempestività nelle comunicazioni” da parte degli enti locali, quali Osservatorio Ambientale, Comune, Provincia, Regione, l’Arpat, per evitare, come accaduto a Bologna che le istituzioni pubbliche apprendano dell’evacuazione di alcuni stabili soltanto dalla stampa; vigilare sul “rispetto tassativo dei tempi di consegna dei lavori”; vigilare affinché i testimoniali di stato, che hanno il compito di fotografare le condizioni degli stabili prima dell’inizio dei lavori, vengano eseguiti con le garanzie di organi “super partes”, come tecnici del Comune.

Ma la cosa più importante secondo Schiavoni è questa:

Vedi anche il reportage su youtube “Alta Velocità: la rabbia di Bologna, i timori di Firenze”

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Posted by on 4 Aprile 2009. Filed under Cronaca,Video. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

4 Responses to Tav: da Bologna a Firenze i danni dei lavori

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