Arezzo – Due incontri per parlare della lunga serie di atti criminali compiuti tra il 2010 e l’anno in corso nei confronti di aziende aretine del settore orafo, l’ultima quella dell’8 marzo a Pergine Valdarno, e l’istituzione di un tavolo tecnico per gestire il problema.
Questi i risultati raggiunti al termine della riunione odierna ad Arezzo, durante la quale il Prefetto, insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine, ha ricevuto il Presidente e il Direttore dell’Associazione Industriali, con relativi aderenti del settore orafo, e i rappresentanti di tutte le categorie produttive del settore appartenenti a Confindustria, Confartigianato, CNA, Confapi, nonché il Vice Presidente ed il Direttore della Camera di Commercio e gli esponenti della Consulta degli orafi.
La categoria degli orafi si è detta è fortemente preoccupata per i continui furti subiti in questi anni e il Prefetto ha espresso la sua solidarietà.
Dal canto loro, le forze dell’ordine hanno ribadito e confermato il loro continuo e costante impegno.
Al termine della riunione è stato deciso di istituire presso la Questura di Arezzo il primo tavolo tecnico per la gestione integrata delle problematiche della sicurezza del settore orafo.
Mediante l’accreditamento presso la Questura di appositi referenti del settore orafo, il tavolo consentirà uno stretto collegamento tra forze dell’ordine e rappresentanti del settore, provvedendo in particolare all’utilizzo di informazioni provenienti dalle aziende del comparto, alla definizione di un prontuario per il miglioramento degli standard di protezione passiva delle aziende, all’attivazione di appositi corsi di formazione sulla sicurezza tenuti da esperti delle forze dell’ordine e rivolti agli operatori del comparto e all’attivazione di punti di situazione progressivi sui sistemi di sicurezza e di vigilanza adottati dalle aziende del settore. 
La Camera di Commercio assicurerà la propria collaborazione istituzionale ai lavori del tavolo tecnico, provvedendo, in particolare, a promuovere e raccogliere le proposte provenienti dal settore orafo, mettere a disposizione delle forze dell’ordine il proprio sistema di banche dati, collaborare al controllo delle merci importate e ai corsi di formazione.
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