Arezzo – Andavano dal parrucchiere, in banca o al supermercato: insomma facevano tutto tranne che lavorare i sei dipendenti pubblici della sede aretina dell’Ente Irriguo Umbro Toscano per i quali la Procura della Repubblica di Arezzo ha chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato.
La Guardia di Finanza di Arezzo durante le indagini ha scoperto i sei che timbravano anche il cartellino segnatempo del collega, per “coprirne” uscite anticipate o arrivi mattutini in ritardo.
Il tutto è nato dall‟esposto presentato da un dipendente dell’Ente, evidentemente stanco di assistere ad atteggiamenti tanto disinvolti, quanto diffusi tra i propri colleghi.
Dopo numerosi appostamenti e pedinamenti da parte delle Fiamme Gialle, sono stati accertati allontanamenti sospetti dal posto di lavoro, a piedi o in auto, per le destinazioni più disparate.
Grazie poi all’installazione di due telecamere, una all’ingresso dell’Ente e l’altra vicino all’apparecchiatura per timbrare i cartellini, sono state documentate svariate decine di assenze, durante il normale orario di lavoro, da parte di ben sei dipendenti dell’Ente, 3 uomini e 3 donne, non inferiori ai 20 minuti e con punte superiori alle 2 ore, tutte realizzate omettendo di marcare i cartellini e non giustificate, come verificato in un secondo momento dalle Fiamme Gialle esaminando i registri giornalieri delle presenze.
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