Firenze – Diminuiscono le richieste di cassa integrazione in deroga ma nessun ottimismo: dalla crisi non siamo fuori. A ribadirlo è la Cisl toscana che ha reso noti i dati sulle ore di cassa integrazioni richieste dalle aziende negli ultimi mesi.
Il picco è stato registrato nel dicembre 2009 con 1546 richieste seguite da 1425 ad ottobre.
In testa a questa preoccupante classifica ci sono le aziende di Prato, il 31% delle richieste arrivano dalle aziende del tessile, seguite da quelle di Firenze e Arezzo.
Per numero di lavoratori la provincia più colpita è Firenze seguita da Arezzo, Prato e Pistoia.
Ad essere interessati dalla cassa integrazione sono più uomini che donne ad esclusione delle province di Pisa e Pistoia dove sono rimasta a casa, invece, più le donne che uomini.
Il 74,3% dei lavoratori interessati alla cassa integrazione sono operai, il 16,8% impiegati, l’8,6% apprendisti e lo 0,3% quadri.
La fascia di età più toccata è quella tra i 35 e i 44 anni e il settore quello manifatturiero.
Il 31 dicembre – ha ricordato il segretario generale aggiunto della Cisl toscana Ciro Recce – le risorse straordinarie per gli ammortizzatori sociali in deroga saranno terminate e questi lavoratori resteranno senza reddito.
La Cisl della Toscana chiede alla Regione e alle parti sociali comunità di intenti per chiedere al Governo di dare risposte concrete a questi lavoratori.
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