Firenze – L’intero settore del restauro, che in Toscana conta 5mila imprese e ben 19mila addetti, rischia di cadere in una grave crisi per la confusione causata dalla disciplina di qualificazione del settore, il “DDL modifica art. 182 Codice dei Beni Culturali”. Per questo motivo il Presidente CNA Toscana Valter Tamburini ha chiesto l’appoggio e l’intervento della Regione e dei Parlamentari toscani. “CNA non chiede sanatorie – spiega Tamburini – ma il riconoscimento di esperienze e percorsi lavorativi certificati anche da Enti statali quali le Soprintendenze, che dal 2001 al 2009 (periodo cui si riferisce la fase transitoria della disciplina di qualificazione dei restauratori) hanno continuato ad affidare i lavori ad esperti, rilasciando loro la regolare documentazione di corretta esecuzione del lavoro, documentazione che però, con l’applicazione di tale DDL, non avrebbe alcun valore per ottenere la qualifica di restauratore con la conseguente disparità di trattamento tra persone che hanno svolto identica esperienza professionale seppur in anni diversi”. (O3)
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