Firenze – Il detenuto che ottiene misure alternative al carcere torna a delinquere con meno facilità di chi invece, sconta la sua pena all’interno dell’istituto penitenziario: nel primo caso la recidiva, trascorsi sette anni dalla conclusione delle misure (dall’inizio del 1999 alla fine del 2005), si colloca intorno al 19%, mentre raggiunge il 68,4%, sempre nello stesso arco di tempo, quando la stessa venga eseguita in carcere.
E’ uno dei dati più significativi emersi da una ricerca del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria illustrata stamattina nel corso del convegno dal titolo “Il carcere nella città. La città nel carcere”, promosso dalla Regione Toscana e dalla Fondazione Giovanni Michelucci.
Intanto la popolazione carceraria continua a crescere: al 31 marzo 2011 in Italia i detenuti sono 67 mila 600, in Toscana 4.407.
La Fondazione Michelucci ha fatto un confronto fra la situazione delle misure alternative in corso prima del condono e quelle dopo il condono.
Nel 2004 i condannati in carcere erano 35.033, le misure alternative 22.675. Nel 2010 i condannati in carcere sono aumentati di 2.400 unità, passando a 37.432 e le misure alternative sono diminuite di circa 7.000 unità, passando a 15.824.
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