Firenze – Un’evasione fiscale di oltre 12 milioni di euro: è quanto scoperto dalla Guardia di Finanza di Pontassieve nei confronti di tre imprese che operavano nel commercio di elettrodomestici, in particolare di aspirapolvere. Le imprese, tra loro collegate, operavano tra Incisa Val D’Arno e Reggello.
Le indagini avevano portato nel maggio 2010 all’adozione di misure cautelari nei confronti di alcuni amministratori e dipendenti delle società con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e in commercio: 5 le ordinanze di misure cautelari eseguite, di cui una in carcere e 4 ai domiciliari. Sequestrati anche i tre immobili a Incisa Valdarno, Reggello e Cavriglia, per un valore commerciale di 1,5 milioni di euro.
Le indagini hanno permesso di ipotizzare anche il reato di infedele dichiarazione per Iva e imposte per il 2008 e 2009: si tratterebbe in tutto di 12,1 milioni di euro, 10,5 ai fini delle II.DD. E 1,6 ai fini IVA. Secondo le Fiamme Gialle Infatti non sarebbero confluite nelle dichiarazioni dei redditi i ricavi e l’iva derivanti da un rilevantissimo numero di vendite effettuate senza fatture.
Grazie agli accertamenti bancari sono stati individuati incassi derivanti da “prestiti al consumo” stipulati dagli acquirenti degli elettrodomestici con società finanziarie: sarebbe emerso che i clienti, dopo aver acquistato l’elettrodomestico, richiedevano, tramite l’impresa, un finanziamento con pagamento rateale mensile. Per molte di queste vendite non sarebbe stata emessa alcuna fattura.
In alcuni casi inoltre sarebbero stati stipulati prestiti fittizi, apponendo cioè firme false: ai clienti è stato poi ingiunto di pagare rate per finanziamenti mai richiesti.
Denunciati per infedele presentazione delle dichiarazioni dei redditi 5 amministratori delle società.
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