Grosseto – Sono stati oltre 75.000 le richieste inviate ai cittadini per sottoporsi a screening per i tumori del colon-retto a Grosseto ma di questi solo il 40% ha risposto facendo l’esame: il bilancio dei primi tre anni di attività del programma di screening è stato reso noto dalla Asl 9. “La percentuale dovrebbe essere più alta – ha spiegato il direttore dell’Unità operativa di Epidemiologia della Asl 9, Paolo Piacentini – visto il rapporto costo-beneficio”.
Lo screening è rivolto alla popolazione tra i 50 e i 70 anni e prevede un’esame semplice ed indolore, che consiste nella ricerca del sangue occulto nelle feci. I cittadini vengono avvisati tramite lettera di ritirare il kit dal medico di famiglia o nelle strutture aziendali e, quindi, a consegnare il campione di feci al laboratorio analisi o al punto di raccolta distrettuale più vicino alla zona di residenza. Nel caso in cui l’esito dell’esame sia positivo, il paziente viene invitato a fare un colloquio con lo specialista ed un eventuale approfondimento diagnostico.
Secondo quanto riferito dalla Asl ogni 100 esami svolti con il programma di screening, 6 o 7 risultano positivi: di questi, 1 o 2 sono persone affette da patologia tumorale benigna o maligna, ma almeno il 50% delle lesioni maligne, individuate con lo screening, sono in fase iniziale.
“Se si considera che intervenire su lesioni in stadio iniziale, oltre a limitare il ricorso ad interventi demolitivi e invalidanti, aumenta sensibilmente la possibilità di guarigione – conclude Paolo Piacentini – è evidente quanto sia importante rispondere all’invito della Asl e aderire al programma di screening”.

Per maggiori informazioni, si può contattare il Centro coordinamento screening all’Ospedale della Misericordia di Grosseto, il lunedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9 alle 12 e il martedì dalle 16 alle 19 al numero 0564/485847 per i pap test, al numero 0564/483458 per mammografia e sangue occulto.
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