
Il successo non si misura più (solo) con la salute, gli affetti e la carriera. Per la Generazione Z, infatti il nuovo status symbol sono i viaggi e le esperienze, almeno secondo l’indagine dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviour, realizzato da EY e presentato ieri a BIT – Borsa Internazionale del Turismo 2026 a Milano.
Secondo quanto illustrato da Claudio D’Angelo, responsabile dell’Osservatorio, durante il panel “Generazione Z: il viaggio che cambia le regole“, viaggiare e fare nuove scoperte è oggi considerato un elemento di auto-realizzazione superiore al possesso di una casa o agli hobby (31%).
L’indagine sulle abitudini di viaggio è giunta alla VI edizione e coinvolge un campione di oltre 5.000 viaggiatori in Italia, Francia, Spagna, Germania e UK.
Per quanto riguarda i nati tra 1997 e 2012, ovvero la Generazione Z, si evidenzia un importante cambiamento di paradigma : il viaggio non è più una parentesi ma un pilastro dell’identità delle giovani generazioni.

Uno dei trend più solidi messi in luce dalla ricerca è il legame tra viaggio ed eventi.
Oltre 1 viaggiatore su 2 (53%) sceglie la propria destinazione in base ad un appuntamento specifico:
La destinazione diventa il contenitore di emozioni ed esperienze, spostando il focus dal “dove” al “cosa si fa”.
L’IA non è più una tecnologia del futuro ma un’abitudine del presente. Se il 24% della Gen Z l’ha già usata per pianificare una vacanza, il 61% è pronto a farlo a breve.
Gli utilizzi principali riguardano:
Per trovare ispirazione, invece, i social media e la TV sono lo strumenti più utilizzato, con dati che, secondo l’Osservatorio sono in continua crescita negli anni.
In particolare il 46% dei giovani dichiara di affidarsi a social media, come IG, TikTok, Youtube e FB mentre il 25% trae ispirazione da film, serie tv e documentari.
L’importanza della sensibilità ambientale per i nati tra il 1997 e il 2012 è strutturale: l’84% dichiarava di avere già compiuto scelte di viaggio sostenibili.
Secondo Claudio D’Angelo, i giovani si dichiarano propensi a spendere anche di più ma chiedono maggiore informazione sulla sostenibilità nelle scelte di viaggio in aereo (20%) e in treno (18%).
Un capitolo a parte riguarda invece il tema overtourism: per il 52% l’affollamento eccessivo di una destinazione rovina l’esperienza di viaggio.
Per combatterlo, la Gen Z suggerisce la promozione di mete alternative (34%), controlli e sanzioni per comportamenti inappropriati da parte dei turisti (33%) e l’adozione di sistemi di prenotazione per i siti turistici (32%).
Tra le tendenze più interessati delle giovani generazioni presentate a BIT 2026 quella sulla fluidità tra vita professionale e privata. Il 74% della Gen Z è interessato a combinare vacanza e studio/lavoro.
È la percentuale più alta tra tutte le generazioni (contro il 62% dei Millennials, il 39% della Gen X e il 12% dei baby Boomers), segnando così la fine della separazione netta tra lavoro e tempo libero.

Nuove tendenze di viaggio, esperienze, IA, racconto e tanto sport: sono state queste le parole chiave di BTI 2026 che si chiude oggi a Fiera Rho di Milano.
Oltre 1.000 gli espositori presenti , dei quali oltre il 39% da 54 Paesi nel mondo e 6 arene del Travel Markers Fest che hanno visto alternarsi un fitto programma di incontri e dibattiti.
BIT 2026: per la Gen Z i viaggi sono il nuovo indicatore di successo için toplam 2 yorum yapmış