(Articolo di Gabriele D’Angelo) Firenze – Un taglio considerevole ed ingiustificato – secondo i sindacati toscani – che interesserà ben 100 uffici postali, quasi il 10% del totale regionale.
E’ questo il piano di chiusure definitive e razionalizzazioni (riduzioni delle giornate di apertura), presentato nei giorni scorsi ai sindacati dalla dirigenza aziendale di Poste Spa.
Il piano prevede la chiusura di 63 uffici postali per la maggioranza mono-operatore, e la razionalizzazione di altri 37. Il tutto a scapito soprattutto dei soggetti più deboli, gli anziani, ma anche i turisti visto che a fare le spese degli inevitabili disagi saranno soprattutto i centri più isolati e meno popolati, come quelli della Garfagnana, del Chianti o di località turistiche come Talamona e Punta Ala.
Inevitabili le proteste delle organizzazioni sindacali contro l’intervento che avrà ricadute anche sul piano sociale, oltre che su quello occupazionale, già devastato – dicono i sindacati confederali – dalle 74 chiusure e le 57 razionalizzazioni del 2012.
“Noi non ci stiamo! – ha tuonato il segretario generale di UIL Poste Renzo Nardi – Abbiamo chiesto la costituzione di un tavolo, al quale far partecipare l’azienda, i sindacati ed anche le istituzioni, perchè su una questione così importante tutti dobbiamo fare la nostra parte. Per il momento l’azienda non ne vuole sapere, quindi noi ci stiamo muovendo per sensibilizzare un pò tutti.”

Un lavoro di sensibilizzazione che ha già portato i suoi frutti visto che oggi il presidente della Regione Enrico Rossi ha convocato i sindaci dei comuni interessati per parlare della questione.
“Adeguiamo la domanda all’offerta si era difesa l’azienda nei giorni scorsi, “tutti i posti di lavoro saranno salvaguardati”. Nessun licenziamento è infatti previsto, bensì una semplice ricollocazione dei lavoratori, volta probabilmente a rendere più efficiente l’azienda.
Ma nel tentativo di fare questo i vertici di poste Italiane non si sarebbero resi conto, secondo i sindacati, di commettere un clamoroso autogol: “La presenza capillare sul territorio è sempre stato un valore aggiunto, un punto di forza. – ha spiegato Graziano Benedetti di CGIL – Smantellare questa rete alla lunga costituirà un boomerang per le stesse Poste che così lasciano campo libero ai loro competitors”.
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