Firenze – La crisi economica si fa sentire anche nel settore del vino: secondo i dati Ismea nei primi 12 mesi 2012 le vendite di vino in Italia hanno registrato -1,6%. A reggere è il mercato estero che ancora una volta premia i prodotti italiani: l’export di vini italiani ha fatturato 3,8 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2012, l’8,2% in più rispetto allo stesso periodo 2011.
Per cercare di capire cosa accadrà nel mondo del vino nel 2013 abbiamo fatto un salto a God Save The Wine, evento che mette in contatto produttori e consumatori di vino, organizzato da Burde, Firenze Spettacolo e Promowine.
Vino 2013: internazionalizzazione, qualità e vini bio
Il primo appuntamento 2013 si è tenuta al ristorante Obikà, nel cuore di Firenze, ed è stato dedicato proprio al tema del “Vino che verrà” con la presenza di produttori provenienti dalla Toscana, Piemonte, Basilicata e Umbria: quale migliore occasione per “annusare” (si fa per dire) le tendenze del settore?
Se da un punto di vista climatico i produttori concordano che il 2013 stia riservando condizioni climatiche migliori di quelle del 2012, grazie alle abbondanti piogge degli ultimi mesi, a pesare è ancora una volta la condizione di crisi generale che contrae i consumi, soprattutto quelli interni
“Ormai il mondo del vino si divide tra mercato nazionale e internazionale – commenta Pasquale Lunati, Ceo di Taverna, azienda vitivinicola di Matera – Quest’anno noi abbiamo deciso di puntare molto sul mercato internazionale e in particolare su quello extraeuropeo”.
A fargli eco è Daniele Galluzzi, di Casale Pozzuolo, azienda della Maremma: “Il nostro mercato è ormai più all’estero che in Italia, forse anche perchè lì riesco a far comprendere meglio l’amore che ho per questa attività e la passione necessaria per portarla avanti”.
Ma il 2013 sarà anche l’anno di una tipologia di vino in crescita, quello biologico: ne è convinta Faye Lottero di Fattoria Lavacchio: “Il vino del 2013 sarà bio grazie soprattutto alla nuova normativa che finalmente è stata approvata e comincerà a regolare questo settore!”
Internazionalizzazione, biologico ma anche e soprattutto qualità: “Grazie anche a alla crisi che stiamo vivendo, il consumatore punta più sulla qualità e meno sulla quantità: si beve meno ma si vuol bere bene – commenta Pia Pagani de Marchi, produttrice di Casale Marittimo – Per questo i vini del 2013 dovranno puntare sempre più sulla qualità”
Cresce la consapevolezza del consumatore
E che la “cultura del vino” stia crescendo tra gli appassionati lo dimostra il successo di manifestazioni nazionali come Vinitaly o anche di eventi locali come lo stesso God Save The Wine, nato a Firenze e lo scorso anno già espatriata a Roma, Bologna.
A questo proposito gli stessi produttori si fanno promotori di interessanti iniziative come il progetto inVite, promosso da Badia a Coltibuono, Boscarelli, Fattoria Selvapiana, Podere 414 e Tenuta Capezzana: una serie di corsi che partono in queste settimane per formare conoscitori del vino grazie a lezioni in vigna e in aula e con degustazioni alla cieca.
“La parola d’ordine del 2013 sarà schiettezza e naturalità – commenta Andrea Gori, Sommelier informatico – Il consumatore ha sempre più voglia di conoscere cosa ha nel bicchiere e quindi ci sarà bisogno di meno lustrini e più autenticità”
2013 sarà anno dei rossi dai toni chiari
E per quanto riguarda la qualità dei vini che ci troveremo nel bicchiere? “Quest’anno il vino avrà troppi gradi a causa degli eventi atmosferici del 2012 – preannuncia Stefano Tesi, giornalista e degustatore – Sarà l’anno dei rossi dai toni chiari, l’anno dei Nobili di Montepulciano, dei Barolo mentre la sorpresa saranno alcuni Dogliani”
E voi come vi aspettate il vino del 2013?
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