Tutto è nato a Pisa, nel 2021, dal sogno di due universitari di portare il genere della light novel giapponese in Italia: oggi quel sogno è diventato realtà e Dokusho (“leggere libri” in giapponese) è una casa editrice specializzata nel genere.
Partiti con due titoli, “Mi sono reincarnato in uno Slime” e “Il monologo della Speziale”, ad oggi il loro catalogo è salito a 14 per oltre 80 volumi, contribuendo a diffondere un genere letterario poco noto in Italia.
Le light novel (“raito noberu” in giapponese) infatti sono romanzi brevi, tascabili, con illustrazioni in stile manga, rivolte ad un pubblico di giovani e adulti e dai quali spesso vengono tratti anime o manga. Il genere si è diffuso in Giappone probabilmente a partire dagli anni 70 mentre in Italia è arrivato dopo il 2010.
Ad oggi nel nostro paese la pubblicazione di light novel interessa più case editrici ma Dokusho è l’unica specializzato solo in questo settore. Un’avventura che in cinque anni ha fatto quindi notevoli passi avanti.
“Diciamo che 5 anni fa eravamo due ragazzi, io e il mio collega Biagio, con un grande sogno da realizzare. Ora siamo soltanto un po’ di più nello staff, con un ufficio vero ma siamo comunque rimasti noi stessi e il nostro intento non cambia: da grandi appassionati vogliamo portare in Italia opere che ci piacciono” spiega Giulia Nicosia, una delle fondatrici di Dokusho.
Giulia ha incontrato il pubblico domenica 20 settembre a Scandicci, alle porte di Firenze, in un evento organizzato dalla storica fumetteria Al Fumetto, in occasione della giornata conclusiva di Gigacon 2026.
Un pomeriggio per scambiarsi opinioni e confrontarsi con i fan ma anche per ripercorrere la storia della casa editrice e spiegare come lavora, a cominciare dalla scelta dei titoli.
“Ci sono vari modi per scegliere un titolo da portare in Italia – ha spiegato – il primo è semplicemente guardando i cataloghi giapponesi. Grazie a quelli possiamo renderci conto delle opinioni del mercato giapponese. Ma uno dei criteri principali è che deve piacere a noi. E’ difficile lavorare su qualcosa in cui non credi o di cui non sei appassionato e ancor di più venderla a qualcuno”

Il rapporto con il Giappone non sempre però è facile. “Molti ci chiedono di “Violet Evergarden” che purtroppo è di una casa editrice che non cede i diritti all’estero. Uno degli ostacoli principali infatti è proprio il blocco verso l’estero del Giappone, che è molto più comune di quello che si pensa, purtroppo”.
Uno dei titoli più famosi di Dokusho, che ha contribuito alla crescita della casa editrice, è “Il monologo della speziale“, un successo che, ha ammesso la stessa Giulia Nicosia, nessuno di loro si aspettava.
Ad oggi la pubblicazione in Italia è ferma al volume 9. “Vi posso dire che il prossimo volume è stato già mandato in stampa. Quindi diciamo che tra i prossimi pre-order che annunceremo sicuramente ci sarà anche questo e dovrebbe avere una limited edition. Abbiamo visto infatti che piace anche se non abbiamo ancora deciso come sarà”.
La promessa è quindi di far uscire il volume 10 de “Il monologo della Speziale” entro la fine del 2026, se non già a fine ottobre in occasione di Lucca Comics and Games.
L’impegno di Dokusho nel diffondere in Italia la cultura delle light novel giapponesi però non si ferma qui.
Oltre alla pubblicazione dei libri, l’idea è quella di lavorare alla creazione di una grande community di appassionati.
“In tanti ci hanno visto crescere e ci piacerebbe quindi creare con loro una vera community – ha concluso Giulia Nicosia – Per questo abbiamo lanciato il progetto del Club del Libro Mokurok, un luogo dove incontrarsi e commentare insieme le nostre opere preferite”.
Ascolta l’intervista audio completa a Giulia Nicosia, fondatrice di Dokusho.
5 anni di Dokuscio, come è cambiata la situazione per la vostra realtà?
“Diciamo che cinque anni fa eravamo due ragazzi, io e il mio collega Biagio, con un grande sogno da realizzare. Ora siamo soltanto un po’ di più, con un ufficio vero ma siamo rimasti sempre noi stessi e il nostro intento non cambia: da grandi appassionati vogliamo portare in Italia opere che piacciono a noi. Lo si vedrà bene anche nei prossimi annunci, che riguarderanno opere opere facilmente riconducibili ai nostri caratteri e alle nostre passioni. Insomma, la passione è rimasta uguale ma sono aumentati tantissimo gli impegni, le fatiche e…le tasse!”
Come scegliete i titoli delle light novel da portare in Italia?
“Diciamo che ci sono vari modi per scegliere: il primo è semplicemente guardando i cataloghi giapponesi. Grazie a quelli possiamo renderci conto anche delle opinioni del mercato giapponese, quanto piacciono certi titoli e quanto una casa editrice disposta a investirci. Ma uno dei criteri principali è che deve piacere a noi. E’ difficile lavorare su qualcosa in cui non credi o di cui non sei appassionato e ancor di più venderla a qualcuno. Questo è quello in cui crediamo. Il nostro catalogo può sembrare ridotto dopo cinque anni, però sono tutte opere che richiedono molta cura”
Opere che traducete direttamente voi, tu in primis?
“Sì, all’inizio anch’io mi occupavo delle traduzioni, con i primi due volumi de Il monologo della Speziale. Poi ci siamo affidati a dei traduttori esterni perché non potevamo fare tutto da soli. I nostri traduttori sono una parte importante della famiglia di Dokusho. Cerchiamo infatti di tenere sempre lo stesso traduttore per un’intera serie, non solo per una questione di coerenza nella scrittura narrativa ma anche per creare un bel rapporto. E crediamo che tutto questo traspaia anche nel risultato”.
Ci sono dei titoli sui quali state lavorando e che vorreste portare in Italia?
“Sì e alcuni di questi titoli li vedrete nei prossimi annunci, di cui ora non posso parlare. Ovviamente ci sono anche tantissimi titoli che ci piacciono ma che per un motivo o per l’altro non si possono portare in questo momento. Molti ci chiedono di Violet Evergarden: noi abbiamo in Italia un’altra opera della stessa autrice, ovvero Gli agenti delle 4 stagioni” ma Violet Evergarden purtroppo è di una casa editrice che non cede i diritti all’estero. Tralasciando gli intoppi classici, che possono essere il tempo, i soldi o semplicemente non avere un traduttore, uno degli ostacoli principali è proprio il blocco verso l’estero del Giappone, che è molto più comune di quello che si pensa purtroppo“.
Ad oggi che numeri conta il genere della Light novel in Italia?
“Diciamo che da quando abbiamo aperto sicuramente è cresciuto molto l’interesse per questa tipologia e tantissime persone che non la conoscevano si sono avvicinate al genere, perché magari rispetto a un fumetto o a una graphic novel è qualcosa che si abbina ad un pubblico un po’ più maturo. I numeri di appassionati sicuramente sono aumentati almeno per quanto riguarda il nostro catalogo. Ci auguriamo quindi che la light novel possa smettere di essere la nicchia di una nicchia e possa diventare semplicemente una nicchia, come lo è oggi anche il manga”.
Quando uscirà il prossimo numero de La Speziale?
“Vi posso dire che il prossimo volume è stato mandato in stampa. Quindi diciamo che tra i prossimi pre-order che annunceremo sicuramente ci sarà anche questo e dovrebbe avere anche una limited edition. Abbiamo visto infatti che piace“.
Cosa prevederà La limited Edition?
“Vorrei dirtelo però siamo ancora indecisi”.
Ma uscirà entro la fine dell’anno?
“Sì, assolutamente sì! Entro la fine dell’anno se non già per il Lucca Comics and Games”
Da qui ai prossimi 5 anni come vedi Dokusho?
“Personalmente, e penso di parlare anche per Biagio, ci piacerebbe che Dokusho continuasse a crescere e ci piacerebbe continuare a incontrare i fan alle fiere. Tanti ci hanno visto crescere e ci piacerebbe continuare quindi a creare con loro una vera community. Per questo abbiamo lanciato anche il progetto del club del libro, un luogo dove incontrarsi e commentare le opere preferite”.