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DiGiTi: Julian Coman (The Observer) racconta il mondo del giornalismo inglese

Firenze – Crisi della carta stampata in Inghilterra, nuove frontiere dell’online, la politica innovativa del Guardian ma anche un occhio alla politica italiana: è stata una chiacchierata a 360° quella con Julian Coman, “Home and Foreign Editor” dell’Observer, il più antico giornale domenicale al mondo, e dal 1983 entrato a far parte del Guardian Media Group.

L’incontro informale, avvenuto durante una vacanza di Coman in Toscana, è stato promosso dal DiGiTi, gruppo dei giornalisti digitali della Toscana, ed è avvenuto nella sede dell’Associazione Stampa Toscana a Firenze.

Julian Coman, che nella sua carriera annovera rapporti di lavoro con European e Sunday Telegraph, è arrivato all’Observer nel 2008 e da qui sta vivendo i cambiamenti che interessano il mondo del giornalismo anglosassone. Proprio in seguito alla crisi economica che ha coinvolto anche il gruppo del Guardian, l’Observer ha rischiato la chiusura alcuni anni fa ma grazie ad una sollevazione popolare il quotidiano è ancora attivo.

“L’Observer ha subito una riduzione dei 2/3 dei giornalisti – ha spiegato Coman – oggi io sono a capo della sezione Interni ed Esteri, lavoro con 6 giornalisti ma senza poter contare su corrispondenti esteri nostri. Dobbiamo affidarci a quelli del Guardian”.

La linea editoriale di Alan Rusbridge, Editor del Guardian,  è quella di puntare sull’online e in particolare sul concetto della notizia gratis, in contrapposizione al Times e alla sua filosofia della notizia a pagamento.

Il Guardian conta ad oggi su un sito internet fornitissimo, giornalisti come Andrew Sparrow e il suo live blog sulla politica in tempo reale, numerosi profili social e una forte integrazione con l’utente al quale viene chiesto di partecipare; una politica però che non sempre si è rivelata vincente come ad esempio nel lancio delle edizioni locali online che non hanno dato i frutti sperati.

L’Observer resta comunque il 2° giornale più venduto del gruppo con circa 300.000 copie, nonostante la riduzione degli inserti e l’aumento del prezzo, portato recentemente a £2.20.

Difficile anche l’ingresso nel mondo del giornalismo inglese oggi: Coman ha spiegato che in UK, dove non esiste l’Ordine dei Giornalisti, gli studenti delle scuole di giornalismo arrivano direttamente a fare working experience nelle testate nazionali ma sono sempre meno coloro che riescono da qui a trovare un’occupazione, per la mancanza di risorse.

Dal capo della sezione esteri dell’Observer non poteva mancare infine un giudizio sulla politica italiana vista oltre manica: “In Inghilterra c’è incredulità per la situazione politica in Italia – ammette Coman – da quando usci l’articolo del The Economist sembra impossibile che niente sia cambiato e che il presidente del consiglio sia sempre Silvio Berlusconi”. E sulla situazione del centrosinistra? “Qualche tempo fa abbiamo fatto un articolo sul vostro sindaco, Matteo Renzi, chiedendoci se potesse essere lui il futuro del centrosinistra italiano”.

L’incontro con Julian Coman potrebbe rappresentare per il Digiti il primo di una serie di appuntamenti con giornalisti stranieri aperti a tutti: l’idea è del presidente dell’Ast Paolo Ciampi e potrebbe già essere resa operativa a partire dall’autunno prossimo.

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Posted by on 16 Maggio 2011. Filed under O3 Web Notizie. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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