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Roselle: tra mura ciclopiche e rovine etrusco-romane

La Toscana è ricca di siti archeologici ben conservati: tra questi, uno dei più suggestivi ma forse non troppo conosciuto, è l’antica città di Roselle. Facilmente raggiungibile dall’Aurelia, uscendo all’indicazione “Ruderi di Roselle”, il sito etrusco-romano sorge su una collina tra la valle dell’Ombrone e la Maremma grossetana, a circa 10 km da Grosseto. Roselle è visitabile più o meno tutto l’anno, anche se, durante l’estate è consigliabile evitare le ore più calde, soprattutto se si vuole visitare per intero l’area: in alternativa è importante portarsi dietro una bottiglia d’acqua e un cappello per proteggersi dal sole. Inoltre è bene sapere che presso il sito non esiste un punto ristoro, quindi se non si vuole morire di fame è bene arrivare a stomaco pieno, o in alternativa portarsi qualche panino.

L’area attualmente visitabile si estende tra due colline dove sorgeva la città etrusco-romana: Roselle infatti venne fondata in epoca villanoviana, nel VII secolo a.c, e divenne un’importante centro di commercio etrusco; nel 294 a.c fu invasa dai romani che si dedicarono ad abbellirla e ampliarla, costruendo molte delle attuali rovine, come il Foro, il complesso termale e l’Anfiteatro. La città decadde con l’arrivo dei Barbari nel VI sec d.c, fino a scomparire dalle carte nel Medioevo, quando quasi tutta la Maremma divenne una zona infestata da paludi. La riscoperta di Roselle si deve all’archeologo Aldo Mazzolai che negli anni ’50 del secolo scorso condusse una lunga campagna di scavi. Agli inizi del 2000 una nuova campagna ha permesso di riportare alla luce gran parte della cinta muraria e alcuni edifici della zona artigiana, sulla collina meridionale.

Il percorso archeologico può essere deciso dal visitatore all’ingresso: si può scegliere cioè se visitare prima le rovine o percorrere subito il camminamento delle mura etrusche. Io suggerisco di lasciarsi le mura per ultime, visitando prima la parte sinistra del Foro (con la Villa dei Mosaici), salendo poi sulla collina meridionale per vedere i resti delle botteghe degli artigiani; successivamente riscendere verso la parte settentrionale del Foro dove si trovano le Terme e la Basilica, e risalire sulla collina dell’Anfiteatro; da qui parte il camminamento delle mura che porta il visitatore fino all’uscita.

Tra i resti più suggestivi da ammirare ci sono senz’altro la Domus dei Mosaici, l’impianto termale, e il piccolo Anfiteatro (dove d’estate vengono allestiti anche spettacoli notturni), che domina la collina settentrionale. Infine il camminamento delle mura etrusche, ultima scoperta fatta dagli archeologi: si tratta del circuito delle mura della città, realizzate in opera poligonale (dette anche “mura dei ciclopi”), caratterizzate dal fatto che i massi, usati per la costruzione, sono stati posti l’uno sull’altro senza l’utilizzo di alcun legante. Una tecnica di costruzione che si ritrova in altri siti in Italia e nel resto del Mediterraneo.

Roselle richiede circa un paio d’ore di visita per i turisti più attenti e che vogliono gustarsi a pieno l’atmosfera del luogo. E’ possibile visitare anche le tombe etrusche che si trovano lungo la strada asfaltata che sale al sito, mentre per chi volesse vedere i reperti ritrovati durante gli scavi, la visita obbligatoria è al Museo Archeologico e d’arte della Maremma.

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Posted by on 18 Gennaio 2010. Filed under Scopri la Toscana. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 Responses to Roselle: tra mura ciclopiche e rovine etrusco-romane

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