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Trasporto sanitario Toscana: una legge per riconoscere il ruolo del volontariato

Firenze – Rafforzare il ruolo del volontariato nel sistema di emergenza-urgenza toscano, affidando a Misericordie, Pubbliche Assistenze e Croce Rossa il trasporto sanitario: è quanto stabilisce la proposta di legge presentata dall’assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia.

Il testo, frutto di un intenso lavoro con le associazioni, riconosce ufficialmente quanto di fatto già accade in Toscana, inserendo però le associazioni nel circuito di programmazione regionale e aziendale.

Il sistema regionale di emergenza urgenza, infatti, attivo dall’aprile 1997, era regolato, per la parte inerente al trasporto, sulla base di un Accordo quadro regionale, stipulato tra Regione Toscana, aziende sanitarie, organismi federativi del volontariato e Comitato regionale della Croce Rossa. Nel 2003 la Corte di Giustizia europea ha ritenuto il modello toscano in contrasto con la direttiva CEE che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti di pubblici servizi.

Con questa proposta di legge, la Toscana vuole superare i rilievi sollevati a livello europeo, riconoscendo il ruolo delle associazioni di volontariato e della CRI come parti integranti del sistema di emergenza urgenza territoriale, in considerazione della loro capillare diffusione territoriale e del loro radicamento nel tessuto socio-sanitario toscano.

La proposta di legge, che dovrà essere votata dal Consiglio Regionale, prevede, infatti, l’istituzione di un apposito elenco regionale dei soggetti che possono esercitare l’attività di trasporto sanitario; l’istituzione di una Conferenza regionale permanente con funzioni di indirizzo, coordinamento e verifica; l’istituzione di un Comitato di coordinamento in ogni azienda; la definizione di un sistema budgetario e tariffario strutturato sulla base della tipologia di attività e del relativo fabbisogno sanitario.

“Il volontariato è una risorsa fondamentale per la sanità toscana e il sistema dell’emergenza non potrebbe funzionare senza il suo apporto – ha commentato l’assessore Scaramuccia.

Il sistema di emergenza urgenza territoriale toscano si avvale di circa 450 sedi messe a disposizione da Misericordie, Pubbliche Assistenze e CRI. Il territorio è interamente coperto, anche nelle zone montane più disagiate, e può contare su una postazione di emergenza sanitaria territoriale ogni 22.000 abitanti: una capillarità, spiegano dalla Regione, che non ha riscontri nel contesto nazionale.

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Posted by on 16 Novembre 2010. Filed under Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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