Archivi

Screening oncologici in Toscana: crescono programmi e adesioni

 

(foto d'archivio)

(foto d’archivio)

Firenze – Si estendono i programmi di screening oncologici in Toscana e crescono le persone che vi aderiscono. E’ stata del 51,5%  l’adesione della popolazione invitata allo screening del tumore del colon-retto, del 72,6% per lo screening mammografico e del 57,5% per la prevenzione del tumore del collo dell’utero.

Dati che fanno registrare alla Toscana nel settore della prevenzione secondaria una delle performance migliori d’Italia.

I risultati del monitoraggio dell’attività dei tre programmi di screening offerti dal Servizio sanitario regionale sono stati illustrati stamani dall’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, assieme al direttore generale dell’Ispo Gianni Amunni, in occasione della presentazione del 14° Rapporto annuale dell’Ispo, l’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica.

“Gli screening organizzati – spiega Gianni Amunni – sono strumenti riconosciuti di miglioramento della prognosi e di riduzione delle differenze per censo, nella mortalità, per alcune neoplasie e costituiscono quindi un riequilibratore sociale. Importante anche il lavoro svolto sul fronte dell’innovazione: in tutta la regione sta andando a regime il test dell’Hpv come test di screening primario per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. Anche in questo campo, la Regione Toscana è stata una delle prime ad attuare questo passaggio epocale”.

medicina_genomica da sito regione toscana

La popolazione straniera residente in Toscana è invece ancora poco ricettiva. Per la prima volta quest’anno, infatti, il report ha realizzato un focus sulla partecipazione dei migranti.  – Sarà necessario individuare azioni specifiche – ha spiegato Paola Mantellini, coordinatore del centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica considerando che in alcuni ambiti, ad esempio il tumore del collo dell’utero, la popolazione migrante è quella a maggior rischio di sviluppare la malattia”.

Alcuni numeri. Nel 2012 in Toscana sono state invitate a sottoporsi a una mammografia di screening 245.400 donne, con un’estensione del 102% (a fronte del 93,2% nel 2011). La diagnosi attraverso lo screening di tumori piccoli e a prognosi favorevole consente di conservare la mammella nella grande maggioranza dei casi: oltre il 90% dei tumori individuati, infatti, ha avuto un trattamento chirurgico conservativo.

Lo screening del colon-retto. Nel 2012 sono stati invitati 439.500 uomini e donne. Di questi, il 51,5% ha aderito all’invito effettuando il test, per un totale di circa 217.400 persone esaminate. Solo il 4,2% delle persone che ha effettuato il test della ricerca del sangue occulto fecale è risultato positivo e sono stati avviati ad effettuare una colonscopia: 7.000 le colonscopie effettuate. Questo ha permesso di diagnosticare 263 cancri e 1.544 adenomi avanzati (cioè adenomi a maggior rischio di trasformazione tumorale maligna nel corso degli anni).

Screening per il tumore del collo dell’utero. Nel 2012 sono stati effettuati 173.523 pap test: le citologie per le quali è previsto un ulteriore approfondimento sono state il 2,6% del totale. Il tasso di Pap test inadeguati per cui è stato necessario ripetere il test è stato pari all’1,27% collocando la Toscana fra le regioni italiane a minor tasso di inadeguati. L’81,5% delle donne invitate a fare la colposcopia ha accettato di fare l’approfondimento presso il centro di riferimento del programma.

 

Ti piace questo sito? Vorresti contenuti personalizzati anche per il tuo?
Allora vai su cosa facciamo o contattaci su O3 Web Agency
Posted by on 20 Dicembre 2013. Filed under In primo piano,Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *