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Salute. ISPO Toscana: ostetriche aiutano le mamme a smettere di fumare

Firenze – E se ad aiutare le mamme a smettere di fumare fossero le ostetriche, le professioniste che sono vicino alle donne nel loro percorso di maternità e vigilano sulla salute di mamme e bambino?

L’ISPO, l’Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica della Regione Toscana ha messo in campo un progetto per aiutare le mamme che volevano smettere di fumare  in cui sono state coinvolte in prima persona le ostetriche.

Il risultati del progetto sono positivi: le donne che hanno ricevuto il counseling, sono riuscite a smettere di fumare in una percentuale doppia rispetto a quelle che non lo hanno ricevuto.

Gli incontri si sono svolti all’interno di un ambulatorio di ginecologia, nel corso di un colloquio personalizzato al termine del pap-test, e non nei centri antifumo.

A prendere parte al progetto, alcuni ambulatori della Asl 10 di Firenze, di ISPO, e anche di Aziende sanitarie del Piemonte e della Lombardia.

In questi centri, nell’arco di due anni, le donne che avevano accettato di sottoporsi al controllo sono state invitate, mentre attendevano il loro turno in sala d’aspetto, a rispondere a un questionario.

Si trattava di individuare quali di loro fossero le donne fumatrici, ma le domande messe a punto dai ricercatori erano soprattutto mirate a capire se e quanto le fumatrici fossero determinate a smettere.

Alle donne che avevano espresso un sincero disinteresse per l’argomento, è stato semplicemente offerto un  vademecum, in un libretto dal titolo “Donne attive e libere dal fumo”.

A coloro che, invece, avevano espresso un interesse più marcato sono stati rivolti consigli mirati. Sei – dodici mesi dopo il colloquio sono  le donne state poi ricontattate per verificare se erano davvero riuscite a smettere oppure a ridurre il numero di sigarette fumate ogni giorno.

Lo scopo del progetto non era soltanto quello di ridurre nella popolazione femminile una delle abitudini più rischiose per la salute, ma anche di quello di verificare la possibilità di effettuare questa attività nell’ambito della routine degli screening da parte di personale che solitamente non si occupa di problematiche legate al tabagismo.

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Posted by on 15 Novembre 2012. Filed under Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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