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La salute ai tempi della crisi: una ricerca dell’Ars sui toscani

Consumo alcol toscani - Convegno ARS

Consumo alcol – Convegno ARS

Firenze – Che relazione esiste tra crisi economica e salute per i toscani?

A questa domanda ha cercato di rispondere il rapporto “Crisi economica, stato di salute e ricorso ai servizi in Toscana” realizzato dall’Agenzia Regionale di Sanità presentato nell’ambito del convegno “Gli effetti della crisi economica sulla salute della popolazione toscana. Come cambia il ricorso ai servizi?”, che si è tenuto al Convitto della Calza a Firenze.

Secondo quanto reso noto al convegno, gli effetti della crisi cominciano a sentirsi nella società toscana: “Sono 6 anni che viviamo in recessione e ancora non si vede l’uscita dal tunnel – ha spiegato Nicola Sclavo di Irpet – Il reddito pro capite è diminuito di 14 punti dall’inizio della crisi fino ad oggi”.

Ovvio quindi che anche gli stili di vita abbiano subito dei mutamenti, anche se non sempre in chiave negativa: dal rapporto emerge ad esempio che in Toscana si mangia meno carne e questo è un bene per la salute, ma si consumano anche meno frutta, pesce, latte, alimenti che aiutano a combattere alcune malattie da invecchiamento.

Cresce invece il consumo di alcol, soprattutto tra i disoccupati, così come quello di ansiolitici e antidepressivi, mentre è stabile il fumo nella popolazione generale, ma in diminuzione tra i meno istruiti: si fuma soprattutto il tabacco trinciato e non le sigarette

convegno ars toscana crisi e saluteAumentano inoltre i sedentari tra i meno scolarizzati, e si fa meno sport, ma si va meno in auto, riducendo così sia l’inquinamento che il numero di incidenti.

La crisi finanziaria rischia inoltre di compromettere la sostenibilità dei sistemi sanitari.

In Toscana si è scelto di applicare sistemi di compartecipazione alla spesa sanitaria modulati per capacità contributiva degli assistiti, cercando di tutelare così proprio le fasce più deboli.

Con la crisi si è assistito in Toscana ad una modesta riduzione della domanda di prestazioni specialistiche (-3% rispetto al -9% in Italia), che può anche essere letta (almeno inizialmente) come un ridimensionamento di quell’eccesso di medicalizzazione che per molti anni è stato denunciato da più parti.

convegno salute e crisiIn controtendenza rispetto alla modesta riduzione della diagnostica per immagini e delle indagini di laboratorio, le attività cliniche e la diagnostica strumentale sono invece aumentate (rispettivamente del 3% e 5% circa). Il volume delle prestazioni è diminuito, ma si registra un incremento del 4% circa della spesa complessiva.

“Anche se in modo non del tutto ancora evidente – spiega il direttore dell’Ars Francesco Cipriani – per la domanda di salute e per molti degli stili di vita stanno aumentando le differenze fra i diversi strati sociali della popolazione: pur con qualche eccezione, risultano più svantaggiati i meno abbienti, meno svantaggiato chi ha più risorse”.

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Posted by on 25 Ottobre 2013. Filed under In primo piano,Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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