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Gas radon in Toscana: secondo Arpat a rischio Appennino, isole e sud della regione

Firenze – Sono l’Appennino, il sud della regione e le isole le zone della Toscana che presentano più alte concentrazioni di radon, gas considerato pericoloso per la salute umana in quanto favorisce il tumore al polmone. E’ quanto emerge dallo studio “Gas radon: indagine conoscitiva sulla concentrazione negli ambienti di vita e di lavoro della Toscana” commissionato dalla Regione ad Arpat.

Secondo quanto emerso la popolazione toscana in generale è esposta a livelli relativamente bassi rispetto ai valori medi nazionali, con l’eccezione di alcune zone come l’Appennino, il sud della Toscana e le isole, tutte aree dove peraltro, precisano dalla Regione, non si evidenziano aumenti significativi di incidenza del tumore al polmone.

“Lo studio è la prima indagine di questo tipo realizzata in Italia: si tratta di una mappatura condivisa anche con l’Istituto Superiore di Sanità, dove si gettano le basi per un quadro conoscitivo dettagliato ma che continueremo a indagare – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini – Abbiamo infatti già stanziato nuovi fondi per Arpat perché prosegua con ulteriori approfondimenti”

L’indagine ha coinvolto quasi 2000 abitazioni e 1300 fra luoghi di lavoro e scuole, per un totale di circa 7800 locali misurati. Iniziato nel 2006, lo studio si è concluso a giugno del 2010 e sarà usato per programmare gli interventi sia per la riduzione della concentrazione di radon dove è più elevata, sia per prevenire l’ingresso del radon negli edifici e per le indagini e le misure successive.

“Questa indagine unica nel suo genere, per dimensione e approccio, ci consente di intervenire con maggiore efficacia sui fattori di rischio e contribuire alla salute dei cittadini – ha aggiunto l’assessore al diritto alla salute Daniela Scaramuccia – I dipartimenti di prevenzione delle Asl e Arpat saranno il punto di riferimento per istituzioni e cittadini riguardo a tutti i chiarimenti del caso”.

La Regione elaborerà linee guida sui comportamenti da tenere nei luoghi a più alta concentrazione di radon. Tre saranno i livelli di azione: le amministrazioni locali dovranno mettere in atto una serie di accorgimenti per ridurre i livelli e eliminare i rischi nei vari edifici pubblici; le imprese avranno l’obbligo di mettere in sicurezza i loro locali; infine alle famiglie saranno date indicazioni di carattere generale, semplici accorgimenti per ridurre l’ingresso del radon in casa e aumentare il ricambio dell’aria.

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Posted by on 15 Dicembre 2010. Filed under Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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