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Come sono i servizi socio-sanitari in Toscana: lo spiega una ricerca di Spi-Cgil

Firenze – E’ una Toscana più vecchia quella che esce dalla ricerca dello Spi Cgil sulla qualità dei servizi socio-sanitari della regione.

Tra 1992 e il 2009 è cresciuta la quota dei “grandi vecchi”, gli over 80 anni, che pesa ormai per il 7,1%. In Italia sono il 5,6%.

In regione, le persone in età pensionabile, sono passate dal 26% del 1992 all’attuale 30%, a fronte di una media italiana ferma al 26%.

Secondo la ricerca presentata dallo Spi, il servizio socio-sanitario in Toscana è nel suo complesso ancora efficiente e di buona qualità anche se dicono i relatori, “è necessario che le pubbliche amministrazioni facciano un passo in più per migliorare le politiche di assistenza in particolare delle persone non autosufficienti”.

Altro punto critico individuato dalla ricerca la scarsa collaborazione tra Comuni e Asl nella programmazione ed erogazione dei servizi agli utenti.

“Viviamo in una regione che si caratterizza per la presenza di un sistema avanzato di politiche sociali” – ha spiegato Alfio Savini, segretario generale dello SPI CGIL, “tuttavia riteniamo che, relativamente agli anziani, il sistema delle tutele necessiti di miglioramenti, di una più incisiva collaborazione istituzionale e tra soggetti sociali diversi, e, soprattutto, di una maggiore apertura all’esterno delle pubbliche amministrazioni, sia per quanto riguarda la comunicazione di informazioni e dati sulle prestazioni sociali, sia relativamente alla partecipazione di utenti dei servizi e cittadinanza alla programmazione e alla rendicontazione delle attività sociali”.

Mediamente, le pensioni di vecchiaia erogate in Toscana oscillano tra i 692 euro pro capite, rilevati dall’indagine nel territorio della Valdichiana aretina e i 1.072 euro della Val di Cornia.

Per quanto riguarda la domanda sociale, la ricerca dello Spi Cgil ha preso in esame consistenze  i redditi relativi alle dichiarazioni ISEE, – indicatore della situazione economica equivalente che permette di misurare la condizione economica delle famiglie – circa 212mila nel 2008 a livello regionale.

La zona con il più alto numero di dichiarazioni ISEE praticamente a “rischio di povertà” è il Casentino: 64,1 ogni 1000 residenti.

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Posted by on 27 Maggio 2010. Filed under Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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