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Caso di “mucca pazza” a Livorno. Asl 6:”non c’è pericolo di contagio”

Firenze  – Non ci sono pericoli di contagio né per le persone che curano la donna malata né per i parenti. Lo ha ribadito in una nota il direttore generale della Asl 6 di Livorno, Monica Calamai, intervenuta sul caso della donna di 44 anni ricoverata nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Livorno affetta dal cosiddetto morbo della mucca pazza.

Il direttore generale ha voluto lanciare un appello per tranquillizzare la popolazione ma per chiedere anche che sia mantenuta la massima riservatezza della famiglia che vuole vivere questo momento, ha detto, in modo assolutamente privato.

A chiedere il ricovero della paziente ha aggiunto il direttore sanitario, Rosa La Mantia è stato l‘Istituto superiore di sanità poiché non era più possibile garantirne un’adeguata assistenza domiciliare.

La donna si trova attualmente nel reparto di Cure Palliative dell’ospedale di Livorno.

Le sue condizioni sono stabili: “?Non è in grado di comprendere e comunicare ? – ha affermato suor Costanza Galli, responsabile dell’?Hospice – ?ma con funzioni degli organi vitali autonome e nella norma. È in condizioni stabili anche se qualsiasi infezioni potrebbe far precipitare la situazione?”.

Intanto la Regione ha confermato che i controlli per la ricerca di farine animali nei mangimi, causa del morbo della mucca pazza, hanno dato esito negativo. Per quanto riguarda il controllo degli animali, sempre la Regione, fa sapere che nel corso del 2008 “nella nostra regione sono stati testati 964 bovini macellati e 1440 morti, per un totale di 2404 test effettuati. Tutti hanno avuto esito negativo”.

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Posted by on 22 Luglio 2010. Filed under Salute. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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